Primi 3 Daspo urbani C'è l'accattone bulgaro "incubo dei semafori"

Claudio MalfitanoDue parcheggiatori abusivi e un accattone molesto (con precedenti per lesioni e tentata violenza sessuale). Sono i primi tre casi di Daspo urbano a Padova, cioè l'ordine di allontanamento per 48 ore deciso dagli agenti della polizia locale. Se, passati i due giorni, i tre dovessero tornare a disturbare e impedire la fruizione di luoghi pubblici potrà intervenire il questore disponendo un "divieto di accesso" che può protrarsi fino a sei mesi.Uno di questi primi tre Daspo è stato emanato a Chiesanuova, dunque fuori dall'area di applicazione individuata dal consiglio comunale (il perimetro delle mura cinquecentesche). È stato possibile perché si tratta di un posto a meno di 300 metri da una scuola, in questo caso la primaria Fogazzaro: è uno dei casi di applicazione previsti direttamente dal decreto Minniti.I parcheggiatori abusiviEra stato il commissario capo della polizia locale Luca Sattin a chiarire, subito dopo l'approvazione del consiglio comunale, che gli agenti avevano già "nel mirino" i parcheggiatori abusivi della zona dell'ospedale. E così è stato: mercoledì scorso i vigili, sollecitati da una segnalazione di alcuni cittadini, hanno trovato due nigeriani (E.A. di 38 anni e I.U. di 37) che "sorvegliavano" i parcheggi su via Manzoni, vicino a piazzale Pontecorvo. All'avvicinarsi di un automobilista i due prima indicavano lo stallo libero e subito dopo gli impedivano di utilizzare il parcometro chiedendo insistentemente del denaro.Una volta fermati i due sono stati trovati senza documenti e stati portati nella sede di via Liberi per i rilievi fotodattiloscopici. È emerso che erano già stati multati altre volte per lo stesso motivo. Così è scattato il Daspo.L'accattone pericolosoIl terzo ordine di allontanamento è stato deciso venerdì scorso, in via Chiesanuova all'altezza del civico 217, dove c'è una fermata per i bus. Qui gli agenti hanno notato un uomo che mendicava con insistenza, «molestando le persone in attesa dell'arrivo del mezzo pubblico ed impedendo di fatto la fruizione della struttura», si legge nel verbale. Quella di rendere infrequentabile un luogo è una condizione essenziale per far scattare il Daspo. A riceverlo è stato Krasimirov Balyo Iliev, bulgaro di 57 anni, che ha alle spalle una sfilza di precedenti che gli hanno fatto guadagnare il soprannome di "incubo dei semafori". L'uomo, a cui sono stati sequestrati anche i 42 euro proventi dell'accattonaggio (secondo una norma introdotta dalla giunta Bitonci), era già stato colpito da un decreto di allontanamento dall'Italia per cinque anni, scaduto pochi giorni prima del suo rientro nella Penisola. Il mendicante era stato anche arrestato, alcuni anni fa, per le sue condotte violente nei confronti degli automobilisti a cui chiedeva l'elemosina. E ancora: nel 2008 ha reciso il lobo dell'orecchio ad una donna nel tentativo di strapparle l'orecchino e nel 2011, in viale Codalunga, è stato fermato per una tentata violenza sessuale nei confronti di una giovane motociclista. Ma dopo 10 anni (e 41 fotosegnalamenti)non sarà certo un Daspo a preoccuparlo. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI