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«Per noi i fogli di via sono carta straccia, e li violeremo. Rivendichiamo ciò che abbiamo fatto il 17 luglio 2017, quando abbiamo opposto i nostri corpi alle azioni dei neofascisti». Lo hanno annunciato gli attivisti del centro sociale Pedro dalla sala Anzini in municipio, sfidando il questore Paolo Fassari, firmatario dei 6 divieti di ingresso a Padova per gli scontri tra autonomi e polizia. Accusati per gli scontriPer quei lunghi minuti di violenza in piazza delle Erbe ci sono 22 indagati, quasi tutti presenti ieri a Palazzo Moroni. Tra loro anche i sei destinatari dei fogli di via: Tommaso Cacciari, Jacopo Borga, Jacopo Povelato, Nicolò Onesto, Andrea Occhipinti e Alberto Marsili. Il provvedimento è già scattato ma questo non li ha fermati dal partecipare alla conferenza stampa in Sala Anziani (regolarmente richiesta e pagata 54 euro): «Riteniamo inaccettabile il metodo e lo strumento dei fogli di via, e rigettiamo il metodo della discrezionalità e delle sentenze senza processo - è l'appello diffuso ieri - Questi provvedimenti non permettono di discutere né i fatti invocati a loro fondamento, né l'effettiva condotta dei singoli, né tanto meno le ragioni per cui essi hanno deciso di agire in un determinato modo. La corte europea dei diritti dell'uomo, a febbraio 2017, ha definito questo misure incompatibili con gli standard delle convenzioni internazionali».Il sostegno negatoLa presenza di ieri mattina a Palazzo Moroni ha indubbiamente anche un significato politico: «Abbiamo partecipato alla stesura di parte del programma politico di Coalizione civica, e anche se dopo ci siamo opposti all'apparentamento con Giordani, ci aspettiamo che questa giunta sostenga le nostre motivazioni. Questa è la casa dei cittadini a cui ci stiamo appellando». Sostegno che è arrivato infatti, ma solo dai consiglieri comunali di Coalizione civica e contro quelli che vengono definiti «provvedimenti politici». Mentre sindaco e vice replicano con una nota: «Ribadiamo la nostra convinzione che ogni idea vada espressa nella legalità. Da amministratori è nostro dovere e volontà mantenere la più ampia fiducia, lealtà e collaborazione con le istituzioni e con le forze dell'ordine», dicono Giordani e Lorenzoni.Solidarietà al questore da Lega e FI: «È inaccettabile scoprire che azioni violente godono del sostegno di qualche consigliere», dice il senatore del Carroccio Andrea Ostellari. «Ho scritto al prefetto: il municipio non può essere la casa dell'illegalità», aggiunge la forzista Eleonora Mosco. --Luca Preziusi