Appello degli autotrasportatori «Ci aiutino a cambiare i mezzi»

La scelta ecologica di vietare la circolazione anche ai veicoli Euro 3 diesel da ieri fino a marzo in tutte le strade di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte ha scatenato la prevedibile reazione degli autotrasportatori, in particolare dei padroncini iscritti alla Fita-Cna. «È una scelta interregionale, con la quale non si tiene conto delle esigenze dei camionisti di quasi tutta l'Italia del nord», sottolinea Walter Basso, segretario provinciale della Fita. «Nella sola provincia di Padova, nel nostro settore, ci sono duemila partite Iva. Calcolando che la media di ogni autotrasportatore è di tre veicoli a testa, nel padovano circolano seimila tra veicoli pesanti, furgoni e furgoncini. Ebbene i mezzi pesanti che allo stato attuale sono immatricolati da Euro 0 ad Euro 3 sono il 50 per cento. Come mai all'interno della nuova normativa interregionale e, nello specifico, in quella veneta e padovana in particolare, non è prevista alcuna deroga per la circolazione dei camion, acquistati anni addietro? Lo sanno i politici che se si ferma il 50 per cento dell'autotrasporto, si blocca l'economia dell'intera pianura padana? Come si fa a scrivere una normativa così caotica e farfallona senza aver interpellato le associazioni di categoria?».Sorprende però che la protesta della Fita Cna arrivi solo adesso, quando il blocco dei veicoli sino all'Euro 3 diesel era annunciato fin dall'inizio dell'estate 2017. «Questo è vero», aggiunge Basso, «ci siamo mossi in ritardo, ma in questo caso le responsabilità vanno addossate alla Regione Veneto, che sino ad oggi non ha ben coordinato le iniziative dei Comuni. Perché, ad esempio, i politici di Palazzo Balbi non hanno seguito la strada indicata dalla Regione Lombardia? Sia a Milano che nelle province di Sondrio, Como, Pavia, Bergamo, Brescia e Mantova, sono stati garantiti eco-incentivi agli autotrasportatori o per acquistare un camion nuovo (costo medio 100 mila euro) oppure per applicare alla marmitta il cosiddetto Fap (Filtro anti particolato). A questo punto i camionisti del Veneto chiedono alla Regione, innanzitutto, un congruo contributo per l'acquisto del Fap. In pratica 5 mila euro in conto alla Regione e 2.500 euro in conto a ciascun autotrasportatore. Naturalmente chiediamo anche un incontro urgente ai politici ed ai tecnici del settore della Regione per definire un percorso condiviso tra le parti in causa prima che i singoli vigili o i singoli poliziotti appioppino una valanga di multe ai camionisti che stanno andando in giro con mezzi pesanti da Euro 0 a Euro 3 diesel». C'è anche spazio per la polemica sui cartelli: «Sulle strade per ora non c'è nessun segnale che avvisi i camionisti del blocco anche per gli Euro 3 diesel», denuncia Basso. --Felice Paduano