Amarone e Soave vincitutto cinque bicchieri per il Conte Emo

la classifica«Questa nuova edizione de "I Vini d'Italia" sceglie una via del tutto differente dalle guide classiche. Abbiamo deciso infatti che non fosse il caso di aggiungere un ulteriore, corposo capitolo all'ingente massa di pubblicazioni annuali sul vino, ma piuttosto di puntare alla realizzazione di un ritratto stilizzato del meglio che abbiamo degustato nell'ultimo anno, rinunciando alla pretesa di assaggiare e giudicare "tutto" ma garantendoci un'assoluta libertà nella scelta». Così scrive Andrea Grignaffini nell'introduzione alla Guida.Qualche novità c'è, però. Cresce il Sud dalla Campania, alla Sicilia, alla Puglia quanto a vinificazione, a profumi, sapori. Resiste la zona della Franciacorta per le bollicine, mentre il Piemonte è sempre più solido con i suoi Barolo, Barbaresco, Derthona. Si affaccia l'Emilia Romagna, per altro terra di vini generosi.E, dato l'assunto di partenza, non può stupire che in Veneto la parte del leone la facciano i vini veronesi dal Soave, fino all'Amarone. Meno presente la Marca Trevigiana con il Prosecco, nonostante il boom di vendite e di esportazione: 3 bicchieri per Adami, Astoria, Frozza, Garbara, Spagnol, Villa Sandi, Bele Casel (buona qualità) e 4 bicchieri a Silvano Follador per il suo Valdobbiadene Superiore Brut Nature Millesimato 2017, per il quale scrive la Guida: "I suoi spumanti restituiscono cosi tutto l'afflato minerale e il taglio sapido del terroir delle colline intorno alla zona vocata di Santo Stefano».Unico 5 bicchieri del Padovano, massimo voto della guida: si tratta del Colli Euganei Fior d'Arancio Cuore di Donna Daria, prodotto dalla cantina Conte Emo Capodilista di Selvazzano. «Un blend di dieci annate di moscato giallo, dice il proprietario conte Giordano, a cominciare dal 2001 e via a salire. La parte più zuccherina la facciamo fermentare molto lentamente, per questo otteniamo ottimi risultati. Siamo molto soddisfatti, d'altro canto abbiamo sempre privilegiato e abbiamo sempre creduto nelle varietà autoctone dei Colli Euganei come il Moscato Giallo».Dal Padovano al Veronese, passo non breve, certo, ma attraversando giocoforza i Colli Berici patria di splendidi Garganega, Tai Rosso, Torcolato di Breganze (4 bicchieri all'azienda Maculan), così si arriva nella zona del Soave (5 bicchieri al Soave Classico Calvarino 2016 di Leonildo Pieropan) e poi procedendo verso la Valpolicella conquistano i 5 bicchieri: Quintarelli Giuseppe con l'Amarone Classico 2009, Romano Dal Forno con il Veneto Igt Passito Vigna Serè 2004, Bertani Cav. G. B. con l'Amarone Valpolicella Valpantena 2015, e la cantina Zymè con il Veneto Igt Harlequin 2009. Cantina giovane questa Zymè, nata 15 anni fa in San Pietro in Cariano, fondata da Celestino Gaspari, anima enologica della stessa, grande esperienza grazie agli insegnamenti di quel Giuseppe Quintarellli, che per primo aprì le porte del mondo ai vini veronesi. «Sono 20 anni che facciamo l'Harlequin», dice Gaspari, «volevo capire senza nessun compromesso dove si poteva arrivare qualitativamente, creando un blend di 15 vitigni (4 bianchi, anche), usando solo lieviti indigeni e facendo fare alle uve un leggero appassimento di 40 giorni. E i risultati e i premi sono arrivati. Ci vuole passione e voglia di fare, soprattutto». --Francesco Lazzarini BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI