Una visita, reale o virtuale, nel tempo e nello spazio

Basta un clic e la visita al Museo della Chiave Bianchi 1770 può avere inizio. L'esperienza digitale è condensata sul sito www.museodellachiave.it dove un breve filmato di presentazione dà il benvenuto agli internauti. Mani sapienti si muovono accanto ad antichi carteggi e pregevoli reperti di scuro metallo. In italiano oppure in inglese il viaggio virtuale approda alle cinque sezioni: homepage, "Un mondo di chiavi" (la collezione), "la Storia dei Bianchi" (la più longeva dinastia familiare al mondo che dal 1770 opera ininterrottamente nella produzione di chiavi), news e contatti. La sezione relativa alla collezione parte da un mappamondo, una volta selezionato il continente si possono esplorare alcuni dei manufatti esposti in museo, seguendo un'interessante linea del tempo accompagnata da immagini e descrizioni. In America Latina una rara chiave messicana, in Africa si possono osservare da vicino lucchetti Tuareg e chiavi berbere, dall'Estremo Oriente altri ferrosi marchingegni, tra i quali spicca un curioso lucchetto indiano a forma di antilope. «Il museo è online anche sui canali social, nello specifico Facebook e Instagram» dice la responsabile Giulia Fedrigo. «Attraverso la pubblicazione di foto si crea una relazione dinamica con gli utenti, che vengono settimanalmente aggiornati su novità, informazioni e curiosità relative al museo». Accendendo la curiosità che poi porta alla visita reale.