Treviso, passeggiata su note d'organo

di Anna SandriÈ nato lentamente, costruito passo dopo passo in trent'anni di attenzioni, progetti, programmazioni e tanta, tanta musica. Ma le origini del turismo organistico a Treviso - in città ma anche in tutta la sua provincia - affondano in un'arte organaria che già nel Quattrocento esprimeva le proprie eccellenze nel capoluogo della Marca, anche se di essa non ci sono rimaste che alcune cronache dell'epoca.Arte che, poi, che si è capillarmente diffusa nella seconda metà del XVIII secolo nelle tante chiese della città, attraverso tante straordinarie macchine da musica complesse e sorprendenti che hanno sempre rappresentato anche qualcosa di più: strumenti che hanno accompagnato le celebrazioni religiose e che per secoli hanno anche costituito una delle poche occasioni per ascoltare musica per chi non poteva permettersi il lusso di frequentare teatri, salotti o sale da concerto.Veri e propri "focolari culturali" attorno ai quali le comunità si sono raccolte, e dei quali Treviso custodisce molti esempi pregiatissimi, ossia gli strumenti della cosiddetta "Scuola Veneziana": organi inimitabili per trasparenza, morbidezza, chiarezza e calore dei loro suoni. Un patrimonio artistico e culturale che oggi richiama studenti e studiosi d'organo e arte organaria - ma anche appassionati di storia, arte e musica - che giungono da tutto il mondo per ascoltare le preziose voci degli strumenti di "Treviso città d'organi".Un primato internazionale. Il centro storico di Treviso dispone, infatti, di una particolare concentrazione di organi sette-ottocenteschi, appropriatamente restaurati e perfettamente funzionanti: una densità unica al mondo frutto non solo di una fortunata eredità cittadina, ma anche di una cultura organaria e organistica sviluppatasi intorno all'attività del Festival Organistico Internazionale "Città di Treviso e della Marca Trevigiana", che nel 2018 festeggia i suoi primi trent'anni di attività. Infatti, fin dalla prima edizione del Festival, il suo Comitato Promotore s'impegnò, sì, a realizzare annualmente una rassegna di musica organistica di respiro internazionale, ma anche a sensibilizzare enti e privati al recupero dell'ingente patrimonio di strumenti meccanici custoditi nelle chiese del centro storico, numerosi dei quali erano in condizioni non proprio felici. Un progetto ambizioso che, grazie anche al sostegno allora offerto dalla Fondazione Cassamarca, si è realizzato in una dozzina d'anni, destando grande interesse sia in ambito nazionale sia europeo, facendo nascere un "modello trevigiano" divenuto punto di riferimento per molte città e regioni che hanno avviato iniziative simili. Da sempre, inoltre, il Festival realizza masterclass e i corsi d'interpretazione organistica che consentono agli studenti di conoscere meglio gli strumenti stessi, mentre i membri del Comitato Promotore si prodigano (a titolo volontaristico) per accogliere e guidare i gruppi di organisti che si rivolgono al Festival per conoscere gli strumenti trevigiani. Un Comitato europeo. Nel 1997, inoltre, il Comitato Promotore - un ristretto gruppo di volontari modificato ma non stravolto dagli anni - ha favorito la nascita del Comitato Europeo delle Città d'Organi Storici (Echo), che oggi riunisce le città di Alkmaar (Olanda), Bruxelles (Belgio), Freiberg (Germania), Friburgo (Svizzera), Innsbruck (Austria), Mafra (Portogallo), Tolosa (Francia) e Trondheim (Norvegia), oltre a Treviso che in questo selezionato gruppo rappresenta l'Italia. Si tratta di un gemellaggio sottoscritto dai sindaci delle città e volto ad arricchire e favorire la sviluppo della cultura organistica specifica di ogni Paese attraverso importanti appuntamenti e iniziative musicali, ma anche tramite il continuo scambio di studenti, idee, pubblico. Echo Meeting. Da domenica 22 a domenica 29 aprile si svolgerà a Treviso sia il Meeting annuale tra le Città Echo, che la città ha già più volte ospitato, sia il concorso Grand Prix Echo 2018, titolo con il quale il sodalizio sostiene le carriere dei migliori partecipanti ai concorsi organistici più importanti. Il pubblico potrà così ascoltare la voce di numerosi organi del centro storico, ma anche i più talentuosi organisti europei (che arriveranno dalla Russia, dall'Olanda e dalla Francia, oltre che dall'Italia) che si confronteranno nel concorso e i membri di una giuria di altissimo profilo (i direttori artistici Echo, ossia i più prestigiosi organisti europei) anch'essi impegnati anche in concerti. Tutto il programma al sito: festivalorganistico.org. Una passeggiata tra gli organi. Domenica 22 aprile i finalisti di Echo Grand Prix (che affronteranno le prove finali, tutte pubbliche, a partire da martedì) si presenteranno al pubblico con un "Concerto Promenade", formula ideata dal Festival trevigiano e ripresa da tante altre analoghe manifestazioni: brevi concerti su organi non troppo lontani tra loro, così che il pubblico potrà passeggiare nel centro storico, assieme agli interpreti, spostandosi da un organo all'altro. Alle 10.30 l'appuntamento è alla chiesa di San Gregorio (organo Gaetano Callido, 1769), per poi spostarsi nella vicina chiesa di San Leonardo (un altro Callido, del 1787). La promenade riprenderà alle 15 alla chiesa di Sant'Agostino, (organo Fratelli Serassi, 1858) e si concluderà al tempio di San Nicolò (organo Callido, 1778). Tutti i concerti sono a ingresso libero. Il più antico. La prova eliminatoria di martedì 24 aprile darà la piuttosto rara opportunità di ascoltare l'organo costruito da Pietro Nacchini nel 1750 in quella che fu la cappella dell'ospedale cittadino, oggi chiesa (sconsacrata) della Croce, auditorium di proprietà privata accanto all'Università. È lo strumento più antico custodito in città, giunto fino ai nostri giorni pressoché inalterato e restaurato dopo l'intervento che ha coinvolto l'intero edificio, nel 1994, restituendogli la sua "voce" di singolare nitidezza: "magie" organarie di quasi 270 anni fa.©RIPRODUZIONE RISERVATA