I veneti e i piaceri della lettura La sorpresa è nei best seller

È stato attribuito a Kenneth Frampton, architetto inglese, storico, critico ed educatore, il Leone d'oro alla carriera della 16esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta delle curatrici, Yvonne Farrell e Shelley McNamara. «Attraverso il suo lavoro Kenneth Frampton occupa una posizione di straordinaria intuizione e intelligenza, combinata con un senso di integrità unico» si legge nella motivazione delle curatrici. «Si distingue come la voce della verità nella promozione dei valori chiave dell'architettura e del suo ruolo nella società. La sua filosofia umanistica, in relazione all'architettura, è radicata nella sua scrittura e ha costantemente argomentato questa componente umanistica attraverso tutti i vari movimenti e tendenze dell'architettura, spesso fuorvianti, nel XX e XXI secolo».Formatosi alla Architectural Association School of Architecture di Londra, Kenneth Frampton insegna dal 1972 alla Graduate School of Architecture, Planning and Preservation della Columbia University di New York. Come architetto, scrittore e critico, come insegnante e studioso, ha influenzato e ispirato diverse generazioni di studenti e architetti. Tra i suoi libri più noti, "Modern Architecture: A Critical History". «Non c'è studente delle facoltà di architettura che non abbia avuto tra le mani la sua Storia dell'architettura moderna. Il Leone d'oro va quest'anno a un maestro, e in tal senso vuole essere anche un riconoscimento all'insegnamento critico dell'architettura» ha aggiunto Baratta. di Nicolò Menniti-IppolitoLe polemiche, anche aspre, legate al mancato riconoscimento del titolo di "nazionale" al Teatro Stabile Goldoni, hanno messo in evidenza una ferita aperta per il Veneto, che da sempre si sente sottovalutato sul piano culturale. Anche per quel che riguarda il mondo letterario, l'egemonia di Milano, Roma, Firenze, Torino è stata spesso vissuta con un senso di inferiorità, come se mancasse una consapevolezza autentica della propria centralità culturale. Ma se guardiamo, per esempio, le classifiche regionali sul numero dei lettori, ci si accorge che il Veneto figura negli ultimi anni molto bene. Ha raggiunto regioni storicamente forti sul piano della lettura, come il Piemonte e la Lombardia, e si avvicina alla provincia di Trento che in Italia è al top. Non solo, in Veneto è ben rappresentata anche la figura del lettore forte, quello che legge almeno un libro al mese: in regione la percentuale è del 16% della popolazione complessiva. In una Italia divisa in tre anche quanto a lettori (si legge un po' meno nel centro, molto meno a sud), insomma, il Veneto è inevitabilmente fascia alta, come conferma ora anche una ricerca condotta dalla Feltrinelli, partendo dai dati di vendita del 2017 di dieci sue librerie venete, alcune collocate nei centri storici, altre nei centri commerciali. Il dato forse più rilevante è anzi che quello veneto è tendenzialmente un lettore più colto di quello di altre regioni. Sono superiori alla media delle altre regioni, per esempio, i dati relativi all'acquisto di libri di filosofia e pedagogia e anche di quelli di storia. Poi sembra quest'anno essere rinata la passione per la politica, con un più 12% rispetto all'anno scorso che indica come l'infittirsi del dibattito culturale non si sia esaurito facendo riferimento alla rete. Molto bene anche i libri scientifici, cresciuti del 15%, mentre stabile rimane il dato relativo al consumo di romanzi.Anche senza voler trarre indicazioni sociologiche eccessive, emerge un significativo interesse per la dimensione culturale che è confermato dai titoli che sono stati maggiormente venduti. Per esempio in Veneto, forse perché la venezianità conta, è andato molto bene il "Generare Dio" di Massimo Cacciari, che scavalca anche autori bestseller come Massimo Recalcati, che pure su scala nazionale ha nettamente la meglio. Discorso in qualche modo analogo si può fare per la storia: il Veneto continua a riflettere, al contrario di altre regioni, meno toccate, sulla Prima Guerra Mondiale, ed ecco che il "Caporetto" di Alessandro Barbero, libro ponderoso e non facile, scavalca autori best seller come Giampaolo Pansa, o Ezio Mauro che racconta la Rivoluzione d'Ottobre. Ci sono titoli locali molto venduti, come "Portomarghera" edito da Helvetia. Uno dei dati più significativi riguarda i ragazzi, e questo spiega forse anche quello che accade più avanti negli anni. I veneti sono tra i più attenti alla lettura in età scolare. I genitori si preoccupano di far leggere i figli e questa spinta è fondamentale per limitare la perdita di lettori nelle età successive.Non c'è differenza, invece, rispetto alle altre regioni per quel che riguarda il rapporto uomo donna. Le donne, il dato è ormai consolidato, leggono più degli uomini, anche se gli uomini spendono in libreria più delle donne: evidentemente le donne, che sono lettori più forti, utilizzano di più il canale dei tascabili. Anche i dati relativi ai romanzi, che restano il genere più letto, riservano qualche sorpresa. Per esempio il libro più venduto nel Veneto è "Le otto montagne" di Paolo Cognetti, che lo scorso anno ha vinto lo Strega. In ambito nazionale il vincitore dell'anno è Dan Brown con "Origin", tipica lettura di genere, ma in Veneto vince un'opera a maggiore impatto letterario, forse anche perché il tema della montagna è caro, per tradizione, ai veneti. Buona la tenuta anche del libro che ha vinto il Campiello, "L'arminuta" di Donatella Di Pietrantonio, che in generale ha venduto più nel Centro e nel Sud che al Nord, ma in Veneto, ha tenuto molto bene. Così come meglio che nel resto d'Italia si sono collocati autori come Carofiglio e Elena Ferrante, mentre un po' meno bene è andato uno scrittore considerato facile come Fabio Volo. Piccoli spostamenti, chiaramente, perché i best seller sono più o meno quelli, ma che sembrano andare in una direzione abbastanza precisa, all'interno della quale probabilmente ha un ruolo non trascurabile anche la dimensione universitaria di città come Venezia, Padova, Verona, che sono il traino dell'intera regione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA