Ecco la Serbia romana

di Marina GrassoRaccoglie seicento anni di storia e di storie, la mostra "Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana" a Palazzo Meizlik di Aquileia. Fino al 3 giugno, sessantadue reperti - provenienti dai musei di Belgrado, di Zajecar e di Nis , da quelli di Pozarevac, Novi Sad, Sremska Mitrovica e Negotin e dal Museo della Civiltà Romana - ripercorrono la storia dell'impero romano, dalla sua espansione all'età tardoantica fino al crepuscolo, documentando l'espansione di Roma a Oriente, fino al Danubio, frontiera d'acqua permeabile agli scambi e alle influenze che provenivano dai territori situati al di là, cui è dedicata la prima sala, che ne rievoca gli scenari grazie a un'installazione multimediale di suoni e immagini. Il fiume, incuneandosi nello scenario delle Porte di Ferro, situate in Serbia quasi al confine con la Romania, delimitava un impero che arrivava alla Tracia e alla Dacia. Un territorio emblema della grandezza di Roma, che nel medio e tardo impero conobbe uno sviluppo eccezionale, in cui nacquero 17 o 18 imperatori, tra cui Ostiliano, Costantino il Grande e Costanzo III, e che ospitò maestose ville imperiali, commerci fiorenti e importanti quartieri urbani. Dove, inoltre, ebbero luogo eventi fondamentali nella storia dell'Impero, come la campagna di Traiano, l'ascesa al potere di Diocleziano e Costantino. Organizzata dalla Fondazione Aquileia, la rassegna riunisce alcune tra le più significative creazioni artigianali e artistiche dell'epoca: maschere da parata in bronzo ed elmi tardoantichi di ufficiali; la testa in porfido rosso dell'imperatore Galerio proveniente da Gamzigrad e la mano sinistra forse appartenute a una figura colossale che poteva rappresentare Galerio come dominatore del mondo; il preziosissimo cammeo di Belgrado in sardonica a più strati, con l'imperatore a cavallo trionfante sopra il nemico sconfitto. E, non da ultima, la famosa testa di bronzo con diadema di Costantino, parte di una statua dorata rinvenuta nella città natale Naissus, esempio di magnificenza imperiale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA