Precipitano con l'ultraleggero padre e figlio salvi per miracolo

di Cristina SalvatowALBIGNASEGOSono caduti con l'ultraleggero su uno dei campi vicini alla loro azienda agricola ad Albignasego: miracolosamente illesi un uomo e suo figlio di undici anni, che il giorno di Pasquetta hanno provato il velivolo, finendo però rovinosamente al suolo, con l'aereo che si è ribaltato, pare per un'asperità del terreno. L'ultraleggero è rimasto lì fino al giorno dopo, quando di lui si è accorta la polizia passando, che ha dato quindi l'allarme pensando potesse trattarsi di un incidente aereo o chissà che altro. I carabinieri di Albignasego, attraverso il numero di matricola del velivolo, sono riusciti a risalire al proprietario, che ha spiegato di essersi rovesciato in fase di atterraggio. Protagonista dell'insolito incidente è Walter Tresoldi, titolare dell'omonima azienda agricola di Albignasego, i cui campi si estendono per 35 ettari proprio lì, in via Mameli, dove è caduto il piccolo aereo. Padre e figlio erano saliti a bordo del velivolo per un giretto nel pomeriggio assolato di Pasquetta. Stando a quanto avrebbe raccontato Tresoldi, stavano ridiscendendo ed erano ormai in fase di atterraggio, quando qualcosa nel terreno (un'asperità, forse una buca) ha reso instabile il velivolo, che nel proseguire la sua corsa si è rovesciato, compiendo una capriola. L'uomo e il figlioletto si sono ritrovati praticamente a testa in giù, ma fortunatamente non si sono feriti e sono usciti incolumi (tranne un paio di ammaccature al padre, che non si è nemmeno fatto medicare al pronto soccorso). Visto che si trovava nel bel mezzo di un campo infangato, con il terreno reso molle e scivoloso dalla pioggia, lo hanno lasciato lì, in attesa di tornare a riprenderlo. Solo che ieri mattina, passando sul cavalcavia che sovrasta la campagna, la Polstrada ha notato il veicolo capovolto e lo ha pertanto segnalato.Walter Tresoldi è titolare di una nota azienda agricola, specializzata nella produzione di topinambur, rape e cipollotti e rifornisce i grandi nomi della distribuzione. Ma si è trovato al centro di una vicenda legata all'utilizzo di lavoratori sottopagati e sfruttati. Le giornate lavorative (sei giorni alla settimana) che duravano dodici ore, le mani in ammollo costantemente a ripulire gli ortaggi o sotto il sole cocente nei campi. Quando qualcuno di loro si è ribellato e ha fatto intervenire carabinieri, Ispettorato del lavoro, l'ufficio Anti-tratta di Mestre e il sindacato adl Cobas a gennaio dello scorso anno, la risposta dell'azienda è stata il licenziamento (una ventina i braccianti di Bangladesh, Marocco, Romania e Moldavia rimasi senza occupazione). Per questa vicenda c'è un procedimento in corso davanti al giudice del Lavoro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA