Senza Titolo

di GIAN PAOLO POLESINICerte notti qualcuno ruggisce. Erano rimasti in tre al calar delle tenebre. Meta-Moro, of course, Stato Sociale, of course e Annalisa (sorpresona!). Elio ultimo. Non si fa. Non mi avete fatto niente: vince la più chiacchierata. La più socialmente sensibile e la più acclamata nella serata più in delle cinque. Succede di tutto nella finalona, persino le lacrime con un magnifico monologo di Favino. E la Sciarelli ritrova la voce della Pausini, che si era persa in una laringite. Marco ormai è mummificato, tiene compagnia a Facchinetti e a Fogli, lei invece è magnificamente viva e liquida. Svela la novità Non è detto e poi come tutti e tutte paga dazio duettando Avrai con Claudione.Dunque. Lo sapevamo ancor prima che Gump rovistasse nella scatola di cioccolatini seduto sulla panchina, ma lui riuscì a cristallizzare il senso dell'incognita esistenziale con la naturalezza dell'uomo semplice: non sai mai quello che ti capita. Baglioni, e qui ci ha fregato, nella prima puntata è parso Armstrong appena sceso dall'Apollo 11 e tutti noi abbiamo pensato che il capitano coraggioso, vivendo in gravità, fosse vittima della labirintite. Ondeggiava sconnesso e tutti noi abbiamo ri-pensato: ma questo non ce la fa. Favino è imbambolato e se anche Michelle s'impappina, Orfeo si getta personalmente di nuca dalla balconata. E qui, esattamente qui, entra in scivolata Jim Morrison col suo anfetaminico slogan: Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio. Così il tenero Claudio si è arreso all'evidenza. Tant'è che Papa Celentano l'ha fatto cardinale. «Adesso la Rai non potrà più fare a meno di te», scrive. Sanremo ti beatifica o ti scredita, l'indifferenza non è tra i poteri del santo. S'ipotizza un Baglioni bis. Siamo esperti di rimpasti e di ritorni, Montecitorio è ben più scafato di un festival, però anche un festival, volendo, si adegua. Non chiedeteci voti, non li daremo mai. Preferiamo due parole in più senza licenziare esseri umani con la freddezza della matematica. Chi in questi giorni ci è stato giornalisticamente alle costole si sarà accorto che non ci è venuto fuori 'sto gran entusiasimo. E non lo rinneghiamo soltanto perché, ora, s'inneggia al trionfalismo. Detestiamo gli schieramenti globalizzati così come remare controcorrente per farci notare. Con onestà. Dunque. Le non vallette. La Rai della Tarantola si accanì contro Miss Italia accusata di mercificare corpi (accusa folle, ma passò) lasciando che graziose fanciulle continuassero a trascinare fogli per i palcoscenici mostrando le tette. Hunziker non è stata solo la badante svizzera (cit. by Raffaele), ma una magnifica condottiera, lei sin da subito, va detto. Guai fosse mancata la sua energia canton ticina, Baglioni sarebbe stato confinato a Lampedusa. Virginia, be', creatura venusiana di bravura infinita. Lo scaldappublico. Fiorello mancava da un po' e grazie a Dio tornerà (forse) in questa Rai che ha scoperto di avere a che fare con italiani meno scemi di quanto immaginava. Gli incipit disneyani del trio. Note dolenti. Biancaneve e il Pozzo del Desiderio andando nettamente a peggiorare con Heidi rock. Incipit che mai andrebbero mostrati nel Techetecheté del 2078. Come certi abiti di Michelle: invitavano a inquinare l'acqua dell'abitazione dello stilista, chiunque egli sia. Vorrei lasciare i lor signori con un'immagine forte: Valeria Mazza e le sue creme. Funzionano. Da trent'anni è sempre uguale. O è lo stesso sport da trent'anni?