I comitati esultano: «È una zona agricola»

Esultano i comitati e gli ambientalisti. Lo stop della Soprintendenza era nell'aria e, nei contenuti, va aldilà delle attese. «È stato confermato quanto in passato era stato affermato sia dalla Regione, che da principio aveva stroncato la possibilità di trasformare quell'area da agricola a commerciale, che dal Piano Ambientale del Parco Colli, che nella scheda V delle Unità di Paesaggio che, nel descrivere gli "assi e fulcri di fruizione visiva", identifica nella villa del Cataio un fulcro da grande distanza con l'asse principale proprio dall'intesto dell'autostrada (est)», commentano dal coordinamento associazioni ambientaliste del Parco Colli. Per il portavoce Francesco Miazzi e per Annachiara Capuzzo del comitato "La nostra terra" «il provvedimento non sorprende, ma ci rincuora e ci fa ben sperare nella più logica delle conclusioni: quell'area deve rimanere un terreno vergine. Oggi abbiamo la soddisfazione di vedere che le istanze che stiamo portando avanti con tanta determinazione hanno trovato una sponda istituzionale». È una vittoria parziale, ovviamente, nessuno si illude che sia finita. «Ma in ogni caso possiamo garantire a Deda, al fondo che la sostiene e all'amministrazione comunale di Due Carrare che la nostra iniziativa non subirà battute d'arresto e proseguirà fino alla conclusione certa di questo nefando progetto», concludono le associazioni, annunciando per gennaio nuove iniziative di sensibilizzazione e di protesta. (cric)