Ragazza assalita, proteste dei pendolari

di Silvia BergaminwCITTADELLAStazione di Cittadella tra degrado e urgenza di un nuovo inizio. Pendolari e cittadini si dividono dopo l'aggressione ai danni della giovane di 23 anni presa di mira da una gang alla fermata di Galliera e Tombolo. C'è chi liquida la questione dando la colpa agli immigrati: «I controlli non servono a nulla, vanno rispediti a casa loro». Altri invece insistono a fare delle proposte: «Una maggiore presenza di forze dell'ordine in stazione sarebbe un inizio di soluzione». E poi c'è chi rilancia sulla prospettiva, pensando a interventi strutturali che risolvano davvero il problema di uno spazio che sembra diventato terra di nessuno: «Onestamente, a parte l'Inter Club, cosa c'è in stazione a Cittadella? La stazione è luogo di incontro e di passaggio, andrebbe valorizzata molto perché solo creando un giro di persone si riesce a combattere il degrado. Finché è deserta è ovvio che si creino situazioni al limite. Servono di sicuro controlli per furti e danneggiamenti alle bici: su questo problema la situazione è indecente, non so più che lucchetto mettere ormai».Alcune giovani cittadellesi confermano una situazione di paura: «Al mattino il problema non esiste», raccontano, «c'è via vai di persone, ci sentiamo sicure. Il problema è al ritorno, nel tardo pomeriggio, verso sera, quando girano brutti ceffi, spesso ubriachi, davvero poco raccomandabili. Noi ci siamo organizzate in qualche modo, da tempo chiediamo che qualcuno ci venga ad accogliere ai binari per evitare incontri sgradevoli». «Il sistema del trasporto pubblico locale merita un investimento deciso da parte della Regione», aggiunge uno studente di San Giorgio in Bosco, «e invece siamo ancora in attesa di qualcosa di semplice, come il biglietto unico: se il servizio diventasse interessante e conveniente anche la stazione di Cittadella tornerebbe a vivere e non sarebbe un deserto lasciato al degrado. Meno soldi sulla repressione e più risorse sulla prevenzione e su un trasporto pulito».I residenti, dal canto loro, si abbandonano ai ricordi: «Sono finiti i tempi in cui, aspettando il treno, mi sedevo vicino alla fontanella a giocare coi pesci e a rilassarmi», osserva un abitante della zona. «Ci portavo mia figlia, su quella fontanella, ormai secoli fa», aggiunge un altro. Ma quella fontanella «adesso è rotta e abbandonata, nessuno si occupa del decoro e della manutenzione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA