Maria Teresa d'Austria l'avventura di un'idea per la nuova Europa

di Annalisa PeriniUna mostra, che attraverso l'influsso indelebile che Maria Teresa D'Austria ha avuto sul territorio di Trieste e sulla sua anima architettonica, sociale e culturale, assume su di sé, oltre a una funzione celebrativa nel trecentenario della nascita della sovrana, soprattutto l'ambizione di illustrare la storia di una città e del suo sviluppo, economico e urbanistico, in un inedito percorso tra storia, costume e società. Si inaugura venerdì 6 ottobre (e apre il giorno dopo), alle 18, a Trieste al "Magazzino delle Idee" in Corso Cavour 2, "Maria Teresa e Trieste. Storia e culture della città e del suo porto". L'evento espositivo per tutta la durata, fino al 18 febbraio 2018, si articolerà anche in un calendario di appuntamenti, conferenze e seminari, ogni mercoledì. Rientra nelle manifestazioni ideate e organizzate sotto l'egida del progetto "Una donna è Trieste", voluto dalle più importanti istituzioni della città, ed è organizzato da EePac - Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia, Servizio promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio - in collaborazione con il Polo Museale del Friuli e Venezia Giulia e l'Università di Trieste. Una sinergia che ha visto i diversi enti coinvolti nella partecipazione al comitato scientifico e nei prestiti delle opere, nel loro restauro e manutenzione oltre che nell'allestimento e la realizzazione del catalogo, con un comitato scientifico che ha inteso privilegiare per la rassegna un taglio prevalentemente sociale, con approcci anche inediti, pur non tralasciando gli aspetti storico artistici. Coordinato da Antonio Giusa, direttore del Servizio promozione, valorizzazione e sviluppo del Territorio dell'Erpac, è composto da Raffaella Sgubin, Rossella Fabiani del Polo museale del Friuli Venezia Giulia e Daniele Andreozzi, Alessandra Marin e Loredana Panariti dell'Università degli studi di Trieste.È l'occasione per ripercorrere la vita e le azioni di Maria Teresa d'Austria, figura cardine del complesso sistema europeo dell'epoca e riferimento fondamentale per la nascita della Trieste settecentesca, pur non avendo paradossalmente mai visitato la città di persona. Fu quindi una donna e Sovrana, appunto Maria Teresa, a cambiare il destino di Trieste, aprendola all'800 e rendendola quella città Mitteleuropea che oggi conosciamo, animata da genti provenienti da ogni sito del Mediterraneo.A lei si deve l'anima multietnica, la vocazione commerciale e marittima, le caratteristiche architettoniche e urbanistiche e la straordinaria epoca di modernizzazione che la vide attuare riforme in ambito scolastico, istituzionale e finanziario, così come innovazioni statali, quali l'istituzione del catasto e del libro tavolare, o sanitarie come l'introduzione delle vaccinazioni, dopo essere stata lei stessa colpita dal vaiolo.La rassegna "Maria Teresa e Trieste", ha spiegato l'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, «intende fornire importanti chiavi di interpretazione anche agli stessi triestini, dando la possibilità di conoscere una svolta epocale per la città più nel dettaglio, e al di là dei più ricorrenti miti sulla figura di Maria Teresa». L'assessore ai Teatri del Comune di Trieste, Serena Tonel, ha sottolineato l'importanza della figura di Maria Teresa anche come donna straordinaria in un'epoca di potere prevalentemente maschile e in cui dovette lottare per poter esercitare il proprio diritto al governo. Il "Magazzino delle Idee", sito dell'evento espositivo, nasce nell'ambito del recupero complessivo degli immobili del fronte mare di Trieste. L'edificio, dal grande valore storico e architettonico, è parte di un complesso che si snoda lungo Corso Cavour, sulla testata sud-est del Punto Franco Vecchio del Porto, e che nacque all'inizio del secolo scorso dall'esigenza di realizzare spazi di deposito ed esposizione delle merci per il controllo doganale collegati alla ferrovia. Mantiene sulle sue facciate le caratteristiche originali ed è destinato ad attività istituzionali, culturali e di promozione del territorio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA