Rissa ai giardini dell'Arena sfregia il rivale in amore

di Enrico FerroBasta uno sguardo di troppo e si arriva anche alle mani. A volte succede anche così, quando faccia a faccia si ritrova chi vive per strada. Giovedì poco dopo le 18 ai giardini dell'Arena c'è stata una rissa furiosa tra due nordafricani. Il motivo? Una donna. Il polmone verde nel centro di Padova di pomeriggio diventa un luogo d'incontro per gente che non ha niente altro. Ci sono le badanti dell'Est che si incontrano alla fine dei turni di lavoro, i migranti che stanno insieme qualche ora lontani dai centri di accoglienza, i venditori abusivi di biciclette rubate, gli spacciatori di strada con qualche grammo di droga sempre in tasca e i nordafricani della stazione in cerca di ombra e fresco. Un incrocio di destini il cui equilibrio ogni tanto vacilla. Come giovedì pomeriggio. C'era questo ragazzo tunisino di 33 anni, senza fissa dimora, che attendeva l'arrivo dei poliziotti con la faccia piena di sangue. Nel verbale delle volanti si parla di "ferite da taglio allo zigomo". La volontà era quindi quella di sfregiare il rivale il amore. Il ferito ha raccontato di essere stato importunato da un connazionale durante un momento di intimità con la fidanzata. Lui era lì con la morosa in una panchina del parco e un altro tunisino si è presentato con la pretesa di portarsi via la fanciulla. Chiunque si sarebbe opposto. E così è finita come non sarebbe dovuta finire. Con le urla e gli spintoni e i pugni e i fendenti. Con la ragazza che scappa in lacrime e il moroso che chiama la polizia per avere un po' di giustizia. Ora la palla passa agli investigatori, che devono cercare di risalire all'identità del violento. Un uomo in fuga dai primi istanti dopo l'aggressione. Oltre alla denuncia c'è anche un referto medico con una prognosi di venti giorni per le ferite in faccia. Negli ultimi mesi sono stati intensificati i controlli ai giardini dell'Arena, alla luce delle lamentele presentate da numerosi cittadini. I problemi sono iniziati nei primi mesi estivi e riguardano sempre risse o comunque intemperanze da parte di chi trascorre molte ore del pomeriggio sulle panchine. Anche Bakary Marong, il ventiduenne del Gambia arrestato due volte per aver pestato agenti delle forze dell'ordine urlando "Allah Akbar", era una presenza fissa nell'area verde all'ombra della Cappella degli Scrovegni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA