«Meglio puntare sui bus elettrici»

«Premesso che il mezzo ecologico piace a tutti ed è giusto investire sul futuro della città, ci sono Comuni che sono riusciti a convertire il finanziamento in mezzi più innovativi, come i filobus elettrici che possono trasportare lo stesso numero di passeggeri. Verona è un esempio a noi vicino». Così l'ex assessore Stefano Grigoletto commenta il progetto della seconda linea del tram e le polemiche sulla "variante" proposta dal vicesindaco Lorenzoni per farlo passare in via Facciolati. «Non hanno inventato nulla: è lo stesso progetto della giunta Destro - spiega Grigoletto - È chiaro che a Padova servono tre linee di trasporto pubblico. So che è un mezzo importante, io ho anche incrementato le frequenze: un tram ogni 8 minuti nelle ore di punta. Ma il tram da codice della strada, è come fosse un treno: ha bisogno di una sede fissa con meno promiscuità possibile». Da qui, secondo l'ex assessore alla mobilità, nascono i problemi: «Un esempio è che sulle Riviere non possono correre le biciclette - prosegue - Poi sono lavori devastanti per la carreggiata perché prevedono lo spostamento di tutti i sottoservizi. Il Translohr oggi si rompe un po' troppo spesso e non ha più l'affidabilità che aveva una volta. E come l'esperienza insegna all'Arcella e alla Guizza ha un impatto devastante per le attività commerciali».E dal punto di vista del commercio interviene anche il presidente dell'Ascom Patrizio Bertin: «Bisogna contemperare le esigenze della città che è ambiente ma anche economia - osserva - Servono dei compromessi. E delle soluzioni possibili e praticabili, come quella di prevedere l'attraversamento del Parco Iris». (c.mal.)