Kim e Trump si insultano La minaccia è la bomba H

È stato incriminato per tentato omicidio il 18enne profugo iracheno arrestato all'indomani dell'attentato nella metro di Londra del 15 settembre (30 feriti). Ahmed Hassan, arrestato a Dover, ha detto il procuratore Lee Ingham, è stato incriminato anche per l'uso di perossido di acetone, il famigerato Tatp, «la madre di Satana», l'esplosivo preferito dai jihadisti sunniti di Is, aggiungendo che ha acquistato i componenti dell'ordigno, incluso un timer e altri parti elettriche per innescare l'esplosivo, su Amazon. «La deflagrazione iniziale si è verificata ma non ha fatto esplodere la carica (alcune centinaia di grammi di Tatp), forse per un difetto di assemblaggio dell'ordigno», ha spiegato Ingham. Questa è stata la fortuna dei passeggeri del treno della District Line dove la bomba era stata piazzata, celata in una busta per surgelati del supermercato Lidl (foto). di Andrea ViscontiwNEW YORKLa guerra delle parole fra Donald Trump e Kim Jong-Un rischia di diventare una guerra vera e propria con pericolose armi, perfino la bomba all'idrogeno.All'apparenza sono solo insulti verbali. Il presidente della Corea del Nord dice che il Tycoon è «mentalmente suonato». Trump risponde dandogli del «pazzo fuori di testa» e il presidente di Pyongyang rincara la dose chiamandolo «vecchio rimbambito». Ma è proprio quest'ultimo insulto a rivelare la gravità della situazione. In una cultura come quella nord-coreana dove gli anziani sono venerati è senza precedenti che un leader di 33 anni spari a zero su un presidente che di anni ne ha 71. È una svolta di 180 gradi nella mentalità di un paese dove l'età è sinonimo di esperienza e il rispetto per gli anziani è il filo conduttore in tutti i rapporti.È anche senza precedenti che la massima figura politica in Corea del Nord diffonda un messaggio in prima persona. Non fa parte di quella cultura ed è un segnale che siamo davanti a una situazione che non si era mai verificata prima. Facendo riferimento a Trump il dittatore nord-coreano ha scritto che «i suoi commenti relativi alle opzioni davanti a cui si trova mi hanno convinto che la strada che ho scelto è quella giusta ed è quella che devo perseguire fino in fondo». Kim Jong-un ha aggiunto che le minacce di Trump «mi rendono più determinato, non più impaurito o convinto di dovermi fermare».Il messaggio di Kim era stato diffuso giovedì notte attraverso la televisione di stato nord-coreana. Dalle sue parole tuttavia non emergevano specifiche minacce di natura militare. Quelle sono state diffuse alcune ore dopo a New York dal suo ministro degli Esteri. Rin Yong-Ho, durante una conferenza stampa nell'albergo dove alloggia in occasione dell'Assemblea Generale dell'Onu, ha affermato che la Corea del Nord, in risposta alle provocazioni del capo della Casa Bianca, potrebbe far esplodere nel Pacifico una bomba a idrogeno. Non esiste la certezza che il regime di Pyongyang abbia raggiunto la capacità tecnica di avere un'arma nucleare di tale potenza, ma gli scambi di insulti stanno portando sia Trump che Kim lungo un percorso dal quale non possono più fare marcia indietro.Per il giovane dittatore gli insulti del presidente Usa dal podio del Palazzo di Vetro (lo ha chiamato fra l'altro "Rocket Man") sono stati un regalo insperato. Danno credibilità internazionale a un leader politico che in Corea del Nord è osannato come fosse un leader spirituale elevato a dio.Non tutti, ai massimi livelli del governo di Washington, appoggiano il gioco provocatorio di Trump. Anzi, il segretario di stato Rex Tillerson afferma che spetta solo ed esclusivamente al presidente Usa la decisione di come rispondere ai sei test di armi nucleari condotti dal regime di Pyongyang. Come dire che lui non c'entra niente in quanto la sua arma è la diplomazia. Eppure in queste ore gli sforzi diplomatici sembrano essere nelle mani di Nikki Hailey, l'ambasciatrice Usa all'Onu. È lei che sta attivamente tessendo contatti multilaterali per portare la Corea del Nord a abbandonare le sue ambizioni nucleari.©RIPRODUZIONE RISERVATA