Brexit, linea morbida della May

Il braccio di ferro fra Madrid e Barcellona sta per entrare nell'ultima settimana, la Catalogna si prepara a respingere all'ultimo assalto per impedire il referendum di indipendenza del primo ottobre. Madrid ha annunciato l'invio di rinforzi di polizia a Barcellona per «mantenere l'ordine» se il governo catalano non rinuncerà al voto. Non si sa quanti agenti, forse 5-6mila. Una decisione scattata, secondo il portavoce del governo Iniigo Mendez de Vigo, dopo le manifestazioni «tumultuose» degli ultimi due giorni. Per il governo catalano è una ulteriore dichiarazione di guerra. Barcellona teme che i rinforzi servano soprattutto per bloccare il voto anche se la tensione si è leggermente allentata dopo la liberazione condizionata questo degli ultimi sei arrestati di mercoledì ancora detenuti, fra cui Josep Jovè (foto), braccio destro del vicepresidente Oriol Junqueras. di Nicola CordawROMA«Lasceremo l'Unione europea, dove non ci siamo mai sentiti a casa ma non l'Europa». Il primo ministro britannico Theresa May lascia Firenze con un messaggio a doppia lettura, fedele alla tradizione di pragmatismo politico di Londra. Rassicura sui diritti dei cittadini dell'Unione residenti nel Regno Unito e mette sul piatto una transizione di due anni. «Spirito costruttivo ma servono dettagli» è la prima reazione del capo negoziatore per Bruxelles, Michel Barnier. Firenze accoglie la leader conservatrice Theresa May, imbandierata dai vessilli blu con le stelle dell'Unione e una rappresentanza di manifestanti anti-Brexit sotto Palazzo Vecchio. Lei raccoglie l'invito al dialogo che la città d'arte e del rinascimento le offre, e rasserena subito sul futuro dei 600mila italiani che lavorano nel Regno Unito: «Vogliamo che restiate e vi ringraziamo per il vostro contributo». Nel periodo di transizione le corti britanniche saranno in sintonia con questi principi per tutti i cittadini dell'Unione europea. Transizione morbida, due anni per dirsi addio nel 2021 ma provando a restare amici e pagando quella quota definita "equa" di 20 miliardi di euro. Nessuna cifra ufficiale ma per Londra questo sarebbe il prezzo giusto per garantire libertà di circolazione, il mantenimento di norme e leggi europee nel biennio di separazione. Anche se a giocare un brutto scherzo a Londra, a tarda sera, l'agenzia di rating Moody's che ha tagliato il voto sul debito pubblico di Londra a Aa2 da Aa1 e rivisto l'outlook da stabile a negativo.La "parte buona" dell'intervento della leader britannica è apprezzata dal premier italiano Paolo Gentiloni che loda «l'intervento costruttivo e le parole importanti sui cittadini italiani in Uk». La prova dei negoziati però è un capitolo ben più spinoso anche perché finora sono stati preceduti da attriti molto pesanti tra Londra e Bruxelles. Ma la visita italiana suggerisce uno spirito più felpato a Theresa May che parla di un approccio creativo, di una «Brexit avveduta e senza scossoni» che manterrà gli impegni «rispettando le nostre promesse per il periodo in cui eravamo nell'Ue». Osservata dai falchi del governo conservatore, resta in bilico per non tradire i britannici che hanno votato per l'addio a Bruxelles e, quasi giustificandosi, osserva che «non abbiamo mai sentito l'Ue come parte integrante della nostra storia e geografia» come forse è avvenuto per gli altri Paesi. Un passaggio tutto rivolto all'indirizzo degli irriducibili e al suo ministro degli esteri Boris Johnson, sostenitore di un'uscita senza compromessi e che nei giorni scorsi aveva minacciato l'uscita dal governo. Via dall'Europa ma al prezzo più basso sembra essere la sintesi e così il negoziatore Barnier, dopo aver apprezzato il dialogo ritrovato, ricorda al governo britannico la dolorosa fattura che comporta l'uscita dalla grande famiglia. Viene apprezzato «il riconoscimento che nessuno Stato membro dovrà pagare di più o ricevere di meno a causa della Brexit», ma questo impegno verrà valutato senza sconti dal punto di vista finanziario. I punti chiave del prossimo appuntamento dei negoziati saranno questi, insieme al rapporto con l'Irlanda e i suoi confini, l'Unione doganale e i diritti dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna.Barnier aggiunge che se il governo britannico per il periodo di transizione di due anni dopo l'uscita dall'Ue vuole continuare a beneficiare del mercato unico «questa nuova richiesta può essere presa in considerazione». Una novità che finora non era mai stata avanzata che mette i negoziatori di Bruxelles in una posizione di forza. A guardare "oltre le parole" è l'invito che viene da due esponenti di punta del Parlamento europeo come il presidente del Ppe Manfred Weber e il capogruppo del Pse, l'italiano Gianni Pittella richiama il Regno Unito a «rispettare gli impegni con i fatti» entrando nei dettagli della trattativa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA