È firmata Sunglass la maxi sfera di vetro dell'Expo di Astana

di Riccardo SandrewVILLAFRANCA PADOVANAUna sfera di vetro e acciaio di 80 metri di diametro realizzata per ospitare il padiglione dei padroni di casa del Kazakistan all'Expo 2017 di Astana che apre venerdì prossimo. Un progetto da 12 milioni di euro solo per la realizzazione delle lastre in vetro curvo per creare la più grande struttura architettonica sferica mai realizzata dall'uomo e progettata dallo studio Adrian Smith+Gordon Gill di Chicago, uno dei più grandi centri d'innovazione a livello architettonico.Questa l'ultima sfida vinta dalla pmi di Villafranca Padovana Sunglass dell'ormai ex presidente del Padova Calcio Giuseppe Bergamin che ha nel suo palmares una lista infinita di collaborazioni con le principali archistar mondiali. Un progetto che ha visto parte della struttura dell'azienda lavorare prima a una fase di sperimentazione e test di verifica poi a un percorso di 12 mesi per produrre le necessarie lastre curvate a caldo. Complessivamente ne sono state prodotte per oltre 80mila metri quadri, quattro volte la superficie della sfera e, dopo i test, sono stati selezionati più di 3mila pannelli per comporre il rivestimento dell'edificio. «Le lastre sono state studiate per ottenere un controllo solare adeguato alle diverse posizioni nei due emisferi della struttura» spiega Giuseppe Bergamin presidente di Sunglass. «Oltre al controllo solare, il vetro offre particolari performance energetiche, come l'isolamento, e di comfort interno».Una sfida ai limiti della realizzabilità che non è però una novità per il team di tecnici ed ingegneri dell'azienda. Una commessa che solo Sunglass è riuscita a soddisfare in un mercato di nicchia che conferma il ruolo dell'azienda come punto di riferimento per architetti del calibro di Frank Gehry assieme al quale è stata realizzata la sede della Fondazione Louis Vuitton di Parigi, Herzog e De Meuron sul progetto della Elbphilharmonie di Amburgo, Anibal Coutinho per il progetto dell'Arena Corinthians a San Paolo del Brasile e molti altri ancora. «La nostra filosofia è di anticipare il mercato e stimolare gli architetti a progettare qualcosa di non ricorrente» ha detto Bergamin. «Seguire questa logica significa avere la preparazione e l'esperienza per potere fare gli investimenti necessari a realizzare qualcosa che non c'è: non solo realizziamo superfici in vetro mai prodotte ma pure gli strumenti che ci sono necessari per realizzarli». Una società, Sunglass, da 20 milioni di euro di fatturato nel 2016, 80 dipendenti e un team di ricerca e sviluppo che occupa 10 persone e costa circa il 5% del fatturato annuo dell'azienda. Una società che è a metà tra una realtà industriale e uno dei più grandi laboratori artigiani del mondo globalizzato. «L'artigiano è un po' un artista» conclude il presidente di Sunglass «ma le sfide che accettiamo sono troppo complesse per una piccola bottega. Tecnologie, committenze e progetti hanno un respiro globale e bisogna conciliare creatività ed economie di scala per realizzare soluzioni di volta in volta ritenute ai limiti del possibile».