Supermarket della droga tre arresti dei carabinieri

AGNA Sgominata dai carabinieri una banda di spacciatori italiani che aveva monopolizzato lo spaccio di sostanze stupefacenti nell'area della Bassa Padovana. Le manette ai polsi per quattro persone sono scattate nella prima mattinata di ieri, quando i militari della locale stazione, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Piove di Sacco, hanno concretizzato una prolungata attività d'indagine coordinata dal Pm Sergio Dini dalla Procura della Repubblica. È risultato che la banda, dedita alla detenzione e alla vendita di droghe di varia natura, operava dalla fine del 2012 in un territorio molto esteso e in particolare a Monselice, Conselve, Tribano, Pernumia, San Pietro Viminario, Due Carrare, Pozzonovo e Solesino. Ai domiciliari, in base all'ordinanza del Gip Mariella Fino, sono stati collocati Nadir Benhida, Marco Perletti e Alessio Jasmin Negherbon. Il primo è un operaio di 25 anni di San Pietro Viminario mentre gli altri due, di 47 e 29 anni, sono di Solesino. V.D., dicianovenne di San Pietro Viminario, è stato invece sottoposto all'obbligo di dimora nel comune di residenza. Le indagini erano iniziate lo scorso ottobre, quando i militari erano riusciti a individuarli e a collegarli a un'attività organizzata di smercio di cocaina, eroina, hashish, marijuana, metanfetamina e ketamina. Un primo importante riscontro sull'ampiezza del giro d'affari del sodalizio era arrivato a inizio dicembre, quando i carabinieri avevano arrestato in flagranza di reato Nadir Benhida, con cinque tipologie di droghe differenti e 30 mila euro in contanti. A incastrare i quattro sono servite anche le testimonianze di loro clienti, molti dei quali minorenni. Gli acquirenti ordinavano la droga sulla base di un tariffario predefinito. Le consegne avvenivano a qualsiasi ora, in prossimità di esercizi pubblici della zona e nelle abitazioni degli indagati. Durante gli arresti è stata eseguita una serie di perquisizioni che hanno consentito di rinvenire, nell'abitazione di Nadir Benhida, un involucro con circa un grammo di cocaina e 540 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio. Alessandro Cesarato