RONCHI INVESTE 38 MILIONI DI EURO E CERCA L’UTILE

di MARCO BALLICO Ha tolto dall'agenda l'ipotesi dell'alleanza con il Marco Polo, dopo che Enrico Marchi, presidente dello scalo veneziano, ha detto che Ronchi dei Legionari «è uscito dal raggio di azione del nostro radar». Non è andato oltre un piccolo recupero, +0,2%, rispetto all'anno precedente, sul fronte passeggeri. Ha chiuso il secondo bilancio consecutivo in perdita: -1,272 milioni (più di un terzo del capitale sociale, con la conseguenza che l'assemblea dovrà ridurlo di un valore corrispondente alla perdita). Si è pure sentito dire, Aeroporto Fvg, che sarebbe meglio chiudere tutto. «L'unica riforma possibile per uno scalo che sopravvive fabbricando perdite è la cessione», ha detto l'ex assessore regionale ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia, il senatore del Pd Lodovico Sonego. Tentativi di reazione Bacchettate e criticità cui Ronchi prova a reagire. Abbandonando perfino la prudenza quando annuncia, con il direttore generale Marco Consalvo, l'obiettivo di un milione di passeggeri nel 2019, il 35% in più rispetto ai 741mila del 2015. Traguardo troppo ambizioso per chi ha toccato, al massimo, quota 882mila nel 2012? Il presidente Antonio Marano è convinto che la missione non è impossibile. Non con 38 milioni di investimenti (25,2 a carico della società, 12,8 di fondi comunitari) sbloccati dopo l'approvazione da parte di Enac del piano quadriennale 2016-19 degli interventi di Aeroporto Fvg. Quel via libera, che consente tra l'altro di avviare la revisione delle tariffe che le compagnie aeree pagano una volta sbarcate al "Pietro Savorgnan di Brazzà" e per i conseguenti servizi, dall'handling, ovvero l'assistenza a terra, al catering, rappresenta, parola di Marano, «una svolta epocale». Da concretizzare in tempi brevi. Il primo passo è stato un'operazione di "vetrina": la vip lounge, il nuovo spazio d'attesa ristrutturato e riarredato da Calligaris, in collaborazione con Illy Caffè, «un investimento nel futuro», garantisce la presidente della Regione Debora Serracchiani. Area partenza e negozi Si proseguirà con il rifacimento dell'area partenza e degli spazi commerciali – un'operazione che vale tra i 4 e i 5 milioni e la cui conclusione è prevista entro giugno – e con le gare per ristorazione e duty free. Ma il programma più ambizioso riguarda pista e impianti di illuminazione (12 milioni) e il polo intermodale, altri 17 milioni. Secondo le direttive della Regione, socio unico di Aeroporto Fvg, quell'infrastruttura risolverà il decennale problema dell'isolamento di Ronchi con un collegamento diretto con la linea ferroviaria Trieste-Venezia. Ma sono anche previsti viabilità interna, parcheggi, un'autostazione e una sopraelevata pedonale. Traguardo realistico Così i vertici della Regione e dello scalo sono convinti che il milione di passeggeri sia traguardo realistico «mettendo a punto un'offerta commerciale adeguata a quanto richiede il mercato», dice Marano evidenziando le ultime novità: i charter partiti dalla Spagna in concomitanza con l'apertura della stagione crocieristica a Trieste, il Ronchi-Istanbul di Bora Jet al via a maggio, il raddoppio del volo estivo da e per Mosca, l'approdo degli ATR72 di Etihad Regional turboelica di uno dei cinque collegamenti quotidiani su Roma e del bi-giornaliero su Milano. Intanto nel primo trimestre 2016 lo scalo ha fatto segnare il +4,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un dato che Ronchi considera il primo step della ripresa. Il 2016 segnerà il break even, ha detto Marano dopo aver approvato un bilancio, quello del 2015, con un "rosso" ancora superiore al milione. Effetto, tuttavia, «di quanto impostato dalla gestione prevedente». E ci si è pure dovuti far carico dei 150mila euro di buonuscita dell'ex direttore generale Paolo Stradi. Il presente è però quello di una società che prova a risparmiare: consiglio ridotto da 5 a 3 membri, rinuncia alla nomina di un vicepresidente (come lo statuto consentirebbe), razionalizzazione delle controllate (Afvg Security con amministratore unico, Midtravel liquidata, come pure Sogepar). E le famose alleanze? «La Regione conferma la propria disponibilità», dice l'assessore alle Infrastrutture Fvg Mariagrazia Santoro, «nella convinzione però che debba essere sempre salvaguardato il ruolo baricentrico del nostro unico aeroporto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA