Prostituzione sulla Postumia, tre a processo

SAN MARTINO DI LUPARI Chiusa l'inchiesta a tempo di record, il pubblico ministero padovano Roberto Piccione ha già sollecitato il processo con la formula del giudizio immediato per i tre finiti in manette per sfruttamento, reclutamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione, estorsione e furti aggravati in abitazione. Saranno processati Paolo Lorenzato, 48 anni, residente a Castelfranco Veneto, Vera Hiska, 46 anni, albanese, e il connazionale Mbarim Shperdhea, di 38, entrambi senza fissa dimora. Il procedimento è stato stralciato per altri quattro albanesi indagati (anche nei loro confronti era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere): essendo introvabili, per quanto li riguarda l'indagine continua. L'inchiesta, coordinata dal pm Piccione, era scaturita da una serie di segnalazioni trasmesse a novembre ai carabinieri da parte dei residenti lungo la Postumia Romana, la regionale 53 in località Campagnalta (tra il Comune di San Martino di Lupari e di Castelfranco Veneto), affollato di prostitute dalle prime ore del pomeriggio fino a notte fonda. Prostitute straniere, per lo più albanesi, gestite da Hiska, e "colleghe" anche italiane, più agée, in mano a Lorenzato, pronte a vendersi per meno soldi senza pretendere l'uso del preservativo. Tra i due gruppi di donne, una vera guerra spesso violenta che si era riflessa nei rapporti molto tesi tra Hiska e Lorenzato. Così lo scorso fine marzo sono intervenuti i carabinieri che hanno arrestato i tre.