Ha il Parkinson ma corre in bicicletta Oggi arriva a Padova

Prima ancora di compiere quarant'anni ha scoperto di avere il morbo di Parkinson e si è ritrovato costretto su una sedia a rotelle, eppure non si è mai arreso e, a distanza di dieci anni e grazie ad un rivoluzionario intervento di stimolazione cerebrale profonda, all'età di cinquant'anni è saltato sul sellino di una bicicletta reclinabile e ha attraversato le Alpi per raggiungere, da Altoetting, in Baviera, la basilica di Sant'Antonio, a Padova: è questa l'incredibile storia di Tony Seidl, professionista tedesco che dopo due anni di cure ha deciso di tenere fede alla promessa fatta a se stesso e compiere questa traversata lunga quasi due settimane per rendere omaggio al santo suo omonimo, allo scopo di "spronare tutte le persone a vivere appieno, nonostante la malattia", come ha spiegato lo stesso Seidl. Ieri pomeriggio, sotto un cielo capriccioso, il ciclista bavarese ha raggiunto la sua penultima tappa tagliando il traguardo di piazza Ferretto; ad accoglierlo in centro a Mestre, assieme alle associazioni locali e internazionali per la ricerca e l'assistenza dei malati, anche Vincenzo Conte, presidente della municipalità, e Tony Marra, responsabile per il welfare, che hanno consegnato a Seidl una targa commemorativa da parte della città di terraferma. Partito dalla sua città il 7 maggio, giorno del suo cinquantesimo compleanno, il tedesco arriverà a Padova oggi, dopo aver toccato le città di Freilassing, Bischofshofen, Sachsenburg, Villach, Valbruna, Venzone, Udine e Portogruaro; un totale di ben 519 chilometri, quasi cinquanta al giorno.