Il Consorzio Brenta chiede gli arretrati

RUBANO Molti residenti di Rubano sono rimasti alquanto sorpresi nel ricevere nella cassetta delle lettere l'avviso di pagamento recapitato dal Consorzio di bonifica Brenta: lettere giunte a inizio settimana con scadenza oggi. Certo non si tratta di importi stratosferici, perché si aggirano sui 30 euro, ma la circostanza che siano arrivati con così breve scadenza e soprattutto retroattivi e senza specifiche dettagliate (si parla di un generico contributo di bonifica per il 2013 e per il 2014) ha lasciato perplesse molte persone, tra cui i consiglieri comunali Donatella Banzato e Nicola Pedron (Forza Rubano), che hanno presentato subito un'interrogazione al Consiglio comunale. «Secondo noi si tratta di un tributo iniquo e obsoleto» dichiara Donatella Banzato «e non dovuto: la Corte di Cassazione, con le sentenze n. 8957/1996 e 8960/1996, ha stabilito che la tassa è dovuta solo nel caso che le opere di bonifica e la loro manutenzione abbiano determinato un incremento di valore dell'immobile "con un beneficio diretto e specifico" e che, in caso di contestazione, il beneficio deve essere provato dal Consorzio di bonifica. A Villaguattera in cinque anni, poi, non è mai arrivata alcuna richiesta di pagamento e i condomini sono ben lontani da fossi consortili». I due consiglieri chiedono quindi al sindaco e alla giunta se intendono farsi promotori della richiesta di annullamento di tale tassa. Al centralino del Consorzio di bonifica Brenta sono fioccate in questi giorni le telefonate con richiesta di spiegazione. «In effetti dal 2010 non è stato richiesto il pagamento ad alcun proprietario di case o terreni che dovesse al consorzio importi inferiori ai 16,53 euro», precisa Enzo Sonza, presidente del Consorzio Brenta, «visto che la Regione Veneto aveva stabilito di farsene carico. Dopo due anni, però, non ha più versato la cifra che ci spettava e, attese le elezioni e le variazioni di bilancio, 20 giorni fa ci ha comunicato che non ci spettava alcun rimborso dal 2013 a oggi. Ne consegue che, come accaduto nel resto del Veneto, abbiamo dovuto richiedere quindi ai residenti il pagamento degli arretrati». Cristina Salvato