Gli affreschi specchio di una civiltà

Il racconto di una civiltà figurativa, un viaggio nell'arte che è anche viaggio nel territorio e nei suoi fasti. È uscito, pubblicato da Marsilio, il volume "Gli affreschi nelle ville venete. L'Ottocento" a cura di Sergio Marinelli e Vincenzo Mancini. Viene presentato oggi pomeriggio alle 17, alla Fondazione Cini nell'isola di San Giorgio a Venezia, nell'ambito della rassegna Libri a San Giorgio. Sarà introdotto da Paola Marini e Fernando Mazzocca, con la partecipazione di Luca Massimo Barbero. Il libro, frutto della collaborazione tra l'Istituto Regionale per le Ville Venete e l'Istituto di Storia dell'arte della Fondazione Giorgio Cini, affronta il capitolo, in gran parte inedito, della decorazione ottocentesca nelle ville del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Il tomo contiene un ampio e aggiornato repertorio relativo a oltre 300 cicli decorativi ad affresco e a tempera, da cui emerge una civiltà figurativa ancora originale e autonoma, lontana dai passati pregiudizi sulla decadenza del genere pittorico. In questi cicli decorativi, al ruolo che nei secoli precedenti avevano avuto le quadrature trionfali, si sostituisce l'ornato geometrico, astratto, floreale; il trompe-l'oil ludico; l'arredamento di gusto francesizzante dei papiers peints. All'interno di questo sistema decorativo compaiono anche i capolavori dei maggiori artisti dell'epoca, da Ippolito Caffi a Giovanni Demin, da Mosè Bianchi a Giacomo Favretto. Nella foto: Pietro Moro e David Rossi, "Il trionfo degli austriaci a Verona". Velo d'Astico, villa Velo, salone centrale.