L’ingegnere rapito: «Non vedo legami»

TREBASELEGHE «Non vedo alcun collegamento con l'Isis né con Al Qaeda e neppure con la cellula libica di Ansar Al Sharia». Ne è convinto Gianluca Salviato, l'ingegnere di Trebaseleghe rapito il 23 marzo 2014 e tenuto prigioniero otto mesi proprio in Libia, probabilmente da un gruppo di Ansar Al Sharia. Sul messaggio comparso sul sito del suo Comune non ha un'opinione precisa. «Non so cosa dire, l'ho guardato e non è tipico delle frange più estremiste quali Isis e Al Qaeda, di cui ho visto dei video che sono ben diversi e molto più minacciosi» dice Salviato «Questo fa riferimento soprattutto alla Palestina e con loro non ho avuto nulla a che fare. Però penso di poter escludere che questo avvertimento abbia in qualche modo un rapporto con me. Probabilmente conoscevano il nome del paese perché se n'è parlato parecchio in occasione del mio rapimento, ma che gli hacker in qualche modo abbiano voluto legare la loro azione a me mi sembra davvero una fantasia». L'intrusione richiama invece l'episodio accaduto a Milano durante il corteo per la ricorrenza del settantesimo anniversario della Liberazione. Un gruppo collegato ai movimenti per la liberazione della Palistina ha contestato la presenza della Brigata ebraica, anche con striscioni. E l'attacco al sito di Trebaseleghe è avvenuto all'alba del il 25 aprile. (g.a.)