Fisco locale, Bovolone il comune più attraente Rubano il più esoso

TREVISO. I Benetton cercano partner per tutti i loro business: ristorazione, aeroporti, abbigliamento e persino autostrade. Lo rivela il Sole24Ore ma da Edizione Holding precisano: «Autostrade? Al momento non c'è nulla, neanche un pensiero operativo. Ma potrebbero maturare, in tempi certi, le partite Adr (aeroporti) e World Duty free dove si sta ragionando concretamente». L'attenzione, spiegano da Treviso, «oggi è però tutta su Adr che ha un progetto di sviluppo anche internazionale, con dei timing predefiniti. Già in questo primo semestre potrebbe avviarsi la procedura per l'alienazione di un 15%». Il dossier aeroporti è dunque quello più caldo: Atlantia è pronta a cedere un 30-40% e sono in lizza i fondi sovrani Adia (Abu Dhabi) Wren House (Kuwait) e l'australiana Ifm. C'è poi il riassetto dichiarato a gennaio di World Duty Free, la catena specializzata nel travel retail aeroportuale di cui i Benetton, tramite Edizione, hanno il 50,1%. Per una quota di Wdf sono in lizza il fondo Usa Kkr e il gruppo industriale svizzero Dufry. Quanto al business tradizionale, l'abbigliamento, da poco spacchettato in tre, già nel 2013 Gilberto Benetton aveva dichiarato di voler aprire le porte a nuovi soci «entro due anni». E oggi Edizione spiega: «La separazione delle società rende più facile questo scenario». La Holding precisa anche che da sempre la famiglia ha scelto di «lavorare con partner finanziari e strategici. L'ha fatto con Sintonia (la holding sciolta lo scorso dicembre, ndr) per i suoi progetti e le relazioni». «Quando si raggiunge una certa dimensione - si spiega - crescere per alleanze ti rende più forte». Per tutte queste aree dovrebbero essere comunque scelti partner di minoranza finanziari. La dinastia veneta è quindi di fronte a un cambiamento radicale ma intenzionata a mantenere saldo il controllo. Il Sole24Ore ricorda come in passato proprio i Benetton erano usciti da Telecom Italia, dove erano uno dei soci assieme a Tronchetti Provera. A quel tempo la governance allargata non era piaciuta. Ma i tempi cambiano. (e.va.) VENEZIA È Bovolone il comune più fiscal friendly del Veneto, Rubano, invece, è quello più esigente. Almeno stando alla ricerca della Confartigianato del Veneto, che ha rilevato opacità, diseguaglianze e una crescita continua della pressione fiscale locale. Sono gli elementi più critici emersi dal focus sulla tassazione locale nei 52 i comuni campione scelti per confrontare l'attrattività fiscale delle varie amministrazioni del Veneto, 19 dei quali sono state sostituite per mancanza di informazioni. Attraverso un calcolo le cui variabili erano relative alle componenti della Iuc (Imposta unica comunale) ma anche gli Oneri di Urbanizzazione, l'addizionale Irpef, la tariffa del servizio idrico e quella delle fognature, i 52 comuni hanno ricevuto un punteggio, da 100 a 1.000 a seconda della crescente convenienza fiscale. E se Bovolone in provincia di Verona ha ottenuto la palma d'oro del comune meno esoso del Veneto (790,48 punti), gli ultimi 4 posti della classifica sono i padovani Rubano (ultimo con 366,88), seguito da Vigonza (379,05), Monselice (409,19) e Montegrotto (417,15). Tra le città capoluogo Vicenza è in 22° posizione (636,13), grazie alle buone performances ottenute con le aliquote Ium, Tasi e Tari. Seguono Verona (579,07), Treviso (570,97), Padova (541,35) e Rovigo (539,99) mentre Venezia (512,18) chiude la classifica dei comuni capoluogo con una Tari/Tares che costa al metro quadro più e meno 10 volte quanto costa nel comune di Valdagno. A Rovigo, Venezia e Padova, la Tasi sui capannoni non si paga ma l'Imu seconda casa, a Rovigo e Venezia è la più alta prevista (1,06%). E se gli oneri di urbanizzazione a San Martino Buon Albergo costano circa 4 volte quanto quelli previsti a Rosà, a Jesolo le tasse sul servizio idrico costano meno della metà di Bassano o Cittadella. . «Il federalismo fiscale aveva degli aspetti positivi ma si è bloccato in mezzo al guado con evidenti incongruenze – spiega il neoeletto presidente regionale di Confartigianato Luigi Curto. - Ora sta alle pubbliche amministrazioni mettere un po' d'ordine in questo marasma magari facendo uno sforzo per frenare l'aumento continuo dei servizi e delle tasse locali». Lo studio di Confartigianato Veneto segnala infatti una crescita del 45,6% dei servizi a regolamentazione locale in 10 anni (contro il + 15% di quelli a nazionali) e un aumento strisciante delle imposte locali (Imu+Tasi) lievitate del 37,4% . Riccardo Sandre