Va in scena la storia di Vera e dell'amore oltre la morte

di Elena Livieri Una storia di guerra e di amore, di ricordi lontani che la memoria tiene saldamente ancorati al presente: "Sui campi di Fiandra sbocciano i papaveri. La storia di Vera ed Edward Brittain", è la nuova produzione della compagnia Theama: dopo la prima nazionale al Comunale di Lonigo, è pronta ad affrontare le platee di tutta la regione. L'evento si inserisce nelle iniziative del Centenario della Grande Guerra, in particolare nel cartellone "La scuola va a teatro" organizzata da La Piccionaia-Teatro Stabile di Innovazione in collaborazione con il Comune di Lonigo. Lo spettacolo, scritto da Saverio Mirijello con la collaborazione di Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli e Anna Zago, è ispirato alla storia di Vera Brittain, sorella del capitano dell'undicesimo battaglione dei Sherwood Foresters Edward Brittain, caduto in battaglia nei boschi di Asiago il 15 giugno 1918, e di cui Vera non ha mai cancellato, nei decenni, il ricordo nel cuore. Le interpreti sono Anna Zago e Anna Farinello, per la regia di Piergiorgio Piccoli. A Granezza c'è una lapide che dona alla memoria perpetua questa romantica storia di altri tempi che ruota attorno alla figura del capitano Brittain, arruolatosi come volontario nel 1915 e che sarebbe rimasta sconosciuta senza i racconti della sorella, volontaria della Croce Rossa sul fronte francese. In questa suggestiva rappresentazione Vera, in un dialogo onirico fra lei e la sua amica scrittrice descrive non solo l'esperienza diretta della guerra ma analizza lucidamente la fine di un'epoca e la tragica disillusione di un'intera generazione, la lost generation, la generazione perduta di giovani uomini, (l'età media era di 23 anni), spazzata via dal conflitto. L'amore e la pietà di Vera per il fratello la porteranno a una consapevolezza e a una presa di coscienza che determinerà il corso della sua vita e che si estenderà anche oltre la sua morte. Gli orrori della guerra e le tragedie personali che colpirono la giovane crocerossina, la maturazione sentimentale, psicologica e professionale di una donna medio-borghese, i suoi sentimenti, i suoi ricordi, le sue emozioni alimentate da un inaspettato legame con un piccolo cimitero sperduto fra i boschi di uno sconosciuto altopiano d'Italia, vengono messi in scena "fotografando" il momento della prima visita di Vera alla tomba del fratello Edward, proprio a Granezza. Durante quella visita Vera decise che quel luogo doveva essere anche la sua ultima dimora. E nel settembre del 1970, infatti, per sua volontà, le sue ceneri furono portate in Italia dalla figlia e sparse accanto alla lapide del fratello in quel piccolo camposanto nell'Altipiano. Centinaia di visitatori giungono ogni anno dal Regno Unito, gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia e il Sud Africa, per rendere omaggio al capitano Brittain, che fu immortalato nell'opera letteraria della sorella. Vera Brittain, infatti, fu anche un'ottima scrittrice, e il suo impegno sociale e politico, oltre al rifiuto della guerra dopo gli orrori vissuti in prima persona, la portarono a impegnarsi in difesa dei diritti civili e, in particolare, a lottare per il suffragio femminile e a svolgere un'intensa attività nel movimento pacifista inglese. Dopo la prima nazionale di questa mattina, "Sui campi di fiandra sbocciano i papaveri. La storia di Vera ed Edward Brittain" sarà replicato il 28 marzo alle 21 allo Spazio Bixio di Vicenza.