Il Pd: «Pronti ad accoglierli a braccia aperte»

VENEZIA L'elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica fa litigare il centrodestra: ma il divorzio tra Lega e Ncd annunciato da Matteo Salvini verrà mai consumato? Sentite un po' cosa ne pensa Roger De Menech (nella foto) segretario regionale del Pd: «Siamo pronti ad accogliere a braccia aperte il Ncd se decidesse di rompere l'alleanza con la Lega di Salvini e Zaia: il Veneto per tornare ad essere la locomotiva d'Italia deve scegliere il Pd e riprodurre lo stesso schema di governo a Roma, dove il Ncd di Alfano è alleato fedele di Renzi, come pure Scelta civica. Certo, ci vuole un programma di totale rinnovamento e rilancio della Regione, paralizzata dalla gestione Zaia, dallo scandalo del Mose e da altre vicende. La Lega non è credibile, ha fallito su tutta la linea del federalismo con Calderoli, Bossi e Tremonti e si presenta come forza antieuropea. Spaventa gli imprenditori e i ceti produttivi, mentre il 2015 sarà l'anno della ripresa economica, la riforma del Jobs Act voluta dal premier ha rimesso in moto il mercato del lavoro», conclude l'onorevole De Menech. «La rottura tra Ncd e Lega? E chi li schioda da quelle poltrone che occupano da vent'anni. Da lì non si muovono: il patto di potere con la lottizzazione di sedie, divani e sgabelli non verrà certo messo in crisi da una schermaglia tattica di Salvini, innervosito per l'elezione di Mattarella», dichiara Pietrangelo Pettenò, unico consigliere regionale di sinistra a palazzo Ferro Fini. E anche Massimo Cacciari dice la sua sul «capolavoro» di Matteo Renzi «che ha messo d'accordo il Pd e pure Sel. Mattarella lo avrebbe candidato pure Nichi Vendola. Non l'ha fatto solo per paura di bruciarlo». Cacciari aggiunge: «A sinistra di Renzi non c'è nulla. La «Cosa Rossa» cui stanno lavorando Rodotà e Landini non sta in piedi. L'unica speranza sarebbe creare una specie di Podemos, il movimento spagnolo che nasce dagli indignados, sul modello di Syriza», conclude il filosofo, ex sindaco di Venezia. Immediata la replica di Pettenò: «La sinistra è rinata in Grecia e Spagna perché quei due Paesi sono ridotti allo stremo, con un tasso di povertà e disoccupazione che spalanca le porte alla rivolta sociale. Io mi auguro che l'Italia non raggiunga mai questi drammi: la sinistra può rinascere se saprà ripartire dal basso e dalle lotte sociali,. Quanto a Mattarella, è un Dc di lungo corso in perfetta sintonia con Renzi, neo centrista». (al.sal.)