Il legale che tutela l'ambiente «Prescrizione inaccettabile»

SANT'ANGELO DI PIOVE «È vergognoso». Non usa mezzi termini l'avvocato Elio Zaffalon, che spesso nei processi per traffico di rifiuti pericolosi sta con le parti offese, con gli enti costretti a pagare i danni ambientali o con i cittadini che li subiscono. La sua affermazione riguarda il processo che venerdì scorso si è concluso con la prescrizione per i sette imputati, tra i quali c'erano i Lando padre e figlio, ma anche Sandro Rossato di Pianiga, accusato di aver messo in piedi un'associazione per gestire i rifiuti con gli esponenti di una famiglia della 'ndrangheta calabrese. Il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio dei sette nel 2009 e nel 2014 il processo di primo grado non era ancora finito. «Un processo così», ribadisce l'avvocato Zaffalon, «avrebbe preteso una precedenza che purtroppo non è stata concessa». «Ho varie volte in udienza e per iscritto», racconta il legale veneziano, «sollecitato la precedenza al processo, vedendo ben chiaro fin dall'udienza preliminare dove si sarebbe potuto andare a finire. Ma la risposta è stata sempre la stessa: sovraccarico di processi e di lavoro. A questo punto mi sento di prendere una posizione diversa dagli avvocati penalisti per quanto riguarda la prescrizione». «I processi di una certa consistenza e di allarme sociale, come quelli per i reati colposi, reati ambientali o contro i colletti bianchi, non hanno quasi mai la possibilità di raggiungere il terzo grado di giudizio senza incappare nella prescrizione», ricorda Zaffalon, «e a Venezia abbiamo appreso dal presidente della Corte in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario si prescrivono in appello più del 40 per cento dei processi, un vero sproposito. Ritengo che siano dunque corrette le richieste della magistratura di intervenire sull'istituto della prescrizione. Mi permetto di suggerire alle Associazioni degli avvocati penalisti di prendere sul punto una posizione ragionevole».