Per Candian scatta la prescrizione

NOVENTA PADOVANA Sette anni fa erano finiti in manette in tre, con un'accusa pesantissima: traffico di rifiuti pericolosi, per aver utilizzato - secondo la contestazione mossa dal pubblico ministero Giorgio Gava - traversine ferroviarie impregnate di sostanze chimiche cancerogene (il creosoto) per realizzare palizzate per giardino e mobili, invece che trattarle in impianti di smaltimento adeguati (ovviamente con costi elevati). Ieri, al Tribunale di Venezia, il giudice monocratico Ciampaglia ha dichiarato la prescrizione del procedimento: è passato troppo tempo dai fatti contestati - che risalgono al 2006 - per poter giudicare tutti e sette gli imputati. Sono così cadute tutte le accuse nei confronti di Loris Candian di Noventa Padovana, ex titolare della "Cal", Sandro Rossato, titolare della "Rossato", Michele Bernardi e Roberto Scantamburlo, dirigenti della "Rossato", Tiziano e Nicola Lando, titolari della "Ecolando", ed Enrico Rossato, tra i maggiori imprenditori veneti nel campo dello smaltimento dei rifiuti. Il pm Gava non ha nascosto la sua delusione per una corposa indagine cancellata dal passare del tempo, senza che un giudice abbia potuto esprimersi nel merito. Un rimpallo di competenze,cambio di giudici, trasferimenti che ha dilatato a dismisura i tempi del processo, fino a far scattare la prescrizione, senza neppure una sentenza di primo grado: la richiesta di rinvio a giudizio è del 2009, poi il fascicolo venne assegnato al Tribunale di Dolo, per poi approdare a Mestre, con un cambio di giudice che fece iniziare nuovamente il processo, per infine approdare a Venezia dopo la chiusura delle sedi distaccate del Tribunale, su ordine del governo. «Non abbiamo rinunciato alla prescrizione per farci giudicare perché avrebbe significato nuove spese legali per chissà quanti altri anni ancora », commenta l'avvocato Stefano Marrone, legale di Candian e di Tiziano e Nicola Lando.