Rubato un rosario dalla lapide del tecnico morto sul lavoro

di Silvia Bergamin wSAN GIORGIO IN BOSCO A un mese e mezzo dalla sepoltura, dalla tomba sparisce un rosario. L'atto vandalico è stato denunciato sulla pagina Facebook di Carmela Libralato, moglie del sangiorgense Stefano Zacchia, 48 anni, il tecnico caposquadra della Tecnoelectra di Camposampiero morto i primi giorni di dicembre dopo essere stato travolto dall'argano che stava manovrando per tendere un cavo Enel di media tensione, sulla linea a Soppalù di Dosoledo, nel Bellunese. «Ma che schifo di gente c'è in giro», ha scritto la donna sulla sua bacheca, «se me lo avessero chiesto gli avrei dato io 5 euro per prendere un rosario e non andarlo a rubare sulla tomba di mio marito. Vergognatevi». Lo sfogo è stato postato nel pomeriggio di martedì. «Come quasi tutti i giorni», racconta Carmela, «martedì, verso le 13.30, ero andata a salutare Stefano nel cimitero di Sant'Anna Morosina. Sulla lapide, a pochi giorni dal funerale, mia cognata aveva appoggiato due rosari, uno bianco e uno nero. Quando mi sono avvicinata alla tomba, mi sono subito accorta che all'appello mancava quello bianco. È stato un colpo al cuore, non tanto per il valore economico, davvero irrisorio, ma per quello affettivo. Come può una persona essere così irrispettosa da arrivare a sottrarre un rosario da una tomba? Io e la mia famiglia siamo davvero amareggiati per quanto è successo in un luogo che dovrebbe essere sacro e inviolabile. La cosa certa è che fino a lunedì pomeriggio entrambi i rosari erano al loro posto». Carmela Libralato lancia un appello: «Non mi interessa sapere chi l'abbia rubato e per quale motivo, vorrei solo rivederlo al suo posto uno dei prossimi giorni. Mi auguro che il ladro torni sui suoi passi e ce lo restituisca». ©RIPRODUZIONE RISERVATA