"Boyhood", 12 anni sul set e una notte di trionfo

Sorprese, grandi esclusive e serie tv inedite che vedremo presto in Italia vincono alla 72/a edizione dei Golden Globe Awards. L'umorismo noir dei fratelli Coen ha conquistato il Golden Globe per "Fargo" miglior miniserie e per l'attore protagonista con Billy Bob Thornton che soffia la statuetta a Matthew McConaughey. "True Detective" torna a casa a mani vuote, nonostante sia stato accolto positivamente da pubblico e critica. A brillare nelle categorie maggiori sono state due serie tv recentissime, in onda negli Stati Uniti solo da poche settimane: rivelazione dell'anno il drama di Showtime "The Affair" e la web-serie "Transparent", targata Amazon, che si è portata a casa a casa ben due premi su due candidature: miglior serie comedy e miglior attore protagonista in una commedia, consegnato all'attore Jeffrey Tambor . Miglior attrice Maggie Gyllenhaal per The Honorable Woman. "The Affair" vince come serie drammatica dell'anno. Frank Underwood di "House of Cards" ha fruttato a Kevin Spacey (foto= il Golden Globe come attore protagonista in un drama. Un'emozionata Joanne Froggatt, la cameriera Anna di "Downton Abbey" (in onda in Italia su Rete4), ha ricevuto il Golden Globe per la migliore attrice non protagonista, mentre Matt Bomer ha vinto come attore non protagonista per il ruolo del compagno di Ned Weeks (Mark Ruffalo) nel film The Normal Heart. Molte delle serie premiate sono in onda o andranno in onda prossimamente su Sky. "Fargo" è in onda su Sky Atlantic ed è ispirata all'omonimo film dei fratelli Coen. di Marco Contino È "Boyhood" di Richard Linklater il trionfatore della 72esima edizione dei Golden Globes Awards, i premi assegnati dai giornalisti iscritti all'associazione della stampa straniera di Hollywood, che, secondo la tradizione, anticiperebbero i verdetti della notte degli Oscar (in programma il 22 febbraio). Poche le sorprese nell'attribuzione dei riconoscimenti nel corso di una serata dominata dagli omaggi che le star, sfilando sul palco, hanno tributato alle vittime degli attentati di Parigi, al motto "Je suis Charlie". Nella categoria del miglior film drammatico il Golden Globe non poteva che premiare "Boyhood", l'esperimento cinematografico più suggestivo e rischioso degli ultimi anni: un'opera lunga 12 anni che annulla la distanza tra realtà e finzione, costruita intorno ai corpi dei protagonisti che, richiamati sul set anno dopo anno, crescono e cambiano senza trucchi, come nella realtà. Il film di Richard Linklater conquista anche il premio per la miglior regia e la migliore attrice non protagonista (una "rediviva" e brava Patricia Arquette). Rimane a bocca asciutta (fatta eccezione per il riconoscimento alla miglior canzone) "Selma", il dramma sui diritti civili che racconta le tre marce da Selma a Montgomery promosse nel marzo del 1965 da Martin Luther King. Sul fronte delle migliori interpretazioni in un film drammatico, Julianne Moore (protagonista di "Still Alice") conquista il Golden Globe dopo 7 nomination a vuoto, confermandosi l'attrice da battere ai prossimi Oscar, mentre nel duello tutto biografico tra Eddie Redmayne (nei panni di Stephen Hawking - "La teoria del tutto") e Benedict Cumberbatch (che interpreta il matematico Alan Turing in "The imitation game") la spunta, a sorpresa, il primo. Sul versante musical/commedia, "Grand Budapest Hotel" di Wes Anderson è il miglior film del 2014: niente Golden Globe, dunque, per "Birdman" (dato per favorito e presentato in concorso all'ultima Mostra di Venezia) che si consola con il premio per il miglior attore (Michael Keaton) e la migliore sceneggiatura. Amy Adams è la migliore attrice della categoria per la sua interpretazione di Margaret Keane in "Big eyes" firmato Tim Burton: per lei due Golden Globe consecutivi dopo quello dello scorso anno per "American Hustle". Il miglior film straniero è il russo "Leviathan" di Andrej Zvjagincev (già vincitore a Cannes per la migliore sceneggiatura) che lascia sul posto "Ida" e "Viviane", entrambi distribuiti dalla padovana Parthènos, succedendo all'Italia (che vinse nel 2014 con "La grande bellezza") nell'albo d'oro del premio. Completano il palmares dell'edizione 2015 i premi al miglior attore non protagonista (il caratterista J.K. Simmons, finalmente in un ruolo importante, nel film "Whiplash"), al miglior film di animazione (Dragon trainer 2) e alla migliore colonna sonora (La teoria del tutto). Sul red carpet, con la spilletta "Je suis Charlie", anche George Clooney con la moglie Amal: la prima uscita insieme dopo i fasti delle nozze veneziane.