A Chioggia i distributori meno cari

VENEZIA Il carburante più economico del Veneto? Si trova al Q8 easy di via Padre Venturini a Chioggia, all'Iper di San Martino Buon Albergo ( al Centro commerciale Le Corti Venete), al distributore Fmg di via Montà a Padova. Ma sono estremamente convenienti anche i distributori nella zona di Castelfranco e Cittadella, mentre i più cari appaiono quelli bellunesi e veneziani. Mai così poco costosa la benzina. Appena sei mesi fa volava verso i due euro al litro, adesso si riesce a fare il pieno con meno di un euro e quaranta la benzina) e meno di un euro e trenta (il diesel). Il risparmio si traduce, in un pieno di benzina, anche in venti euro di differenza rispetto a qualche mese fa. Di sicuro, rispetto ai massimi del 2012 il risparmio è assicurato. La ragione principale sta nel crollo del prezzo del petrolio, precipitato a meno di cinquanta dollari al barile (aveva superato i cento) e negli effetti della liberalizzazione spinta del mercato, sotto la pressione delle cosiddette «pompe bianche». Secondo il sito specializzato www.prezzibenzina.it il Veneto è una delle regioni d'Italia dove maggiore è l'effetto della diminuzione del prezzo alla pompa. Moltissime le pompe bianche, che stanno soppiantando giorno dopo giorno gli impianti delle grandi compagnie. Il settore sta vivendo anche una chiarificazione: i punti vendita si stanno concentrando nei grandi impianti, spesso self service, e le piccole pompe di paese scompaiono. L'effetto sui prezzi è evidente, soprattutto in questo periodo. Nonostante l'abbassamento dei prezzi, le associazioni di consumatori appaiono ancora perplesse: «Abbiamo ancora le accise più alte d'Europa, lo Stato deve alleggerire il peso della fiscalità e allora finalmente pagheremo la benzina come negli altri paesi europei» spiegano i principali referenti delle associazioni consumatori. «Abbiamo dei profondi dubbi che i prezzi alla pompa diminuiscano nei prossimi mesi quando il prodotto raffinato sarà tale dopo aver usufruito della materia prima a prezzi dimezzati (non è la prima volta che al calo del petrolio, nei mesi successivi non è successo praticamene nulla ai prezzi al dettaglio della benzina)» commenta Vincenzo Donvito, presidente Aduc. «Inoltre, la componente fiscale italiana del prezzo al dettaglio (circa il 70%), anche se diminuisse l'imponibilè, porterebbe a vantaggi irrisori nel prezzo finale. Siamo quindi e comunque condannati ad avere prezzi alti per un prodotto di consumo di cui, visto il modello di vita e di sviluppo in auge, non possiamo farne a meno». E aggiunge che «l'approvvigionamento energetico che stiamo vivendo non è un sistema, ma un regime dove sfruttatori e sfruttati sono sempre i soliti: padroni e sudditi».