Affollata messa per il tecnico morto sul lavoro

Profonda commozione per la tragedia che ha spezzato la vita a uno dei più attivi volontari di Sant'Anna Morosina. In tantissime persone ieri sera hanno partecipato alla messa in suffragio di Stefano Zacchia, il tecnico di 48 anni, originario di Piazzola, che giovedì scorso è precipitato in montagna ed è rimasto schiacciato dall'argano mentre tendeva un cavo elettrico. L'uomo è stato ricordato in chiesa per la sua grande bontà d'animo e disponibilità a mettersi al servizio della comunità. L'agonia di due giorni ha tenuto tutti col fiato sospeso e in preghiera fino all'ultimo, nella speranza che potesse compiersi il miracolo. Una speranza svanita sabato mattina, quando è giunta la notizia della morte. Centinaia le attestazioni di vicinanza alla moglie Carmela Libralato e ai quattro figli, chiusi nel profondo dolore. «Sono stata molto fortunata ad avere un Super Papà» ha scritto ieri la primogenita Vanessa su Facebook «Ringrazio i giornali per aver ricordato il mio Papi così, perché lui era, e lo è ancora, così. Papi mi manca far lotta con te, Papi mi manchi tanto». Un grido di dolore difficile da placare per una famiglia dove il padre è sempre stata una presenza costante e amorevole. «La famiglia, il lavoro e il volontariato»- ricordano gli amici «Queste tre cose era Stefano. E ci metteva la testa e il cuore in tutte e tre. Adorabile e affettuoso con la moglie e i figli, che erano tutto per lui. Poi se aveva un attimo di tempo lo spendeva per il paese, nella Pro loco, ad organizzare la sagra, ad allestire il presepio e a tenere aperto il bar del patronato. Lui c'era sempre. Con passione, impegno e con il sorriso di chi non è mai stanco di dare e mettersi a servizio. Un vero esempio per tutti». Infine il lavoro, quello che faceva con competenza e passione, quello stesso che purtroppo lo ha ucciso. Lavorava da una ventina d'anni alla Tecnoelettra di Camposampiero come elettricista esperto. Era caposquadra e da un anno faceva il pendolare nel Bellunese per ripristinare, per conto dell'Enel, le linee di media tensione danneggiate nel maltempo dell'inverno scorso. Fino a giovedì, quando qualcosa è andato storto ed è precipitato da una cinquantina di metri, schiacciato dall'argano. Un dolore anche per i suoi colleghi e per il titolare che ha deciso di chiudere l'azienda domani in segno di lutto, in attesa della data delle esequie, che ancora non sono state decise. Paola Pilotto