Morto l'operaio travolto dall'argano

di Paola Pilotto wSAN GIORGIO IN BOSCO Non ce l'ha fatta Stefano Zacchia, il quarantottenne caposquadra della Tecnoelettra che giovedì scorso si era gravemente infortunato mentre stava realizzando una nuova linea elettrica nel Comelico. Il suo cuore ha cessato di battere all'alba di ieri mattina, nonostante i tentativi di strapparlo alla morte compiuti dai medici dell'ospedale di Mestre, dove era stato trasferito. Le sue condizioni di salute sono parse delicate fin dal momento e si sono aggravate con il passare delle ore per via delle lesioni interne riportate. L'infortunio è avvenuto a Dosoledo (Comelico Superiore), dove l'uomo da circa un anno lavorava, per conto di Enel Distribuzione, alla costruzione di nuovi tratti di linea elettrica di media tensione in sostituzione delle linee danneggiate dalla tempesta di neve dello scorso inverno. Stava manovrando l'argano nel tendere un cavo sulla linea a Soppalù muovendosi su un terreno inzuppato d'acqua. Sarebbe stato proprio il terreno a cedere e a far precipitare l'operaio: nel tentativo di fermare il mezzo meccanico, è scivolato per una cinquantina di metri assieme all'argano che gli è finito addosso, trascinandolo e facendolo sbalzare a terra. Zacchia è stato subito soccorso dai vigili del fuoco e dai sanitari del 118 che lo hanno portato all'ospedale di San Martino, dove è rimasto ricoverato in rianimazione per qualche ora. Con l'aggravamento, in tarda serata, è stato trasferito a Mestre dove dopo neanche due giorni è morto. La notizia ha messo sotto choc tutto il paese, dove Zacchia era conosciuto come instancabile lavoratore e volontario. Abitava con la moglie Carmela Libralato e i 4 figli in via Galvanelle nella frazione di Sant'Anna Morosina. Una famiglia unita e molto presente nella comunità. Stefano faceva parte di tutti i comitati che operano nel paese: da quello che organizza la sagra a quello che allestisce il famoso presepe. Era attivo nel patronato e nella Pro loco di San Giorgio, dove era parte del direttivo locale con la funzione di presidente del Collegio dei Probiviri. «Sant'Anna Morosina ha perso un grande uomo, un volontario esemplare, un padre di famiglia amorevole», ha detto con la voce spezzata il presidente del consiglio comunale Fabio Miotti, che lo conosceva molto bene «Abbiamo sperato tutti nel miracolo. Se n'è andato così ingiustamente. Era una persona eccezionale, una di quelle che non sanno mai dire di no a chi gli chiede un aiuto. Lo potevi chiamare a qualsiasi ora: se non era al lavoro, si precipitava a dare una mano. Come elettricista esperto, tutti i lavori elettrici in parrocchia erano suoi. Si prodigava in modo esemplare, ci mancherà molto». Tifoso accanito juventino, faceva parte del Club bianconero "Pavel Nedved" di Resana, ma aiutava anche i ragazzi di Sant'Anna Morosina ad organizzare il torneo di Street Soccer di fine luglio. Originario di Piazzola sul Brenta, dove lascia il padre e i fratelli Andrea, Roberto e Gianni, Zacchia lavorava alla Tecnoelettra di Camposampiero da una ventina d'anni vantando un'esperienza e una professionalità encomiabili. Zacchia era caposquadra e da un anno si occupava dei lavori della linea elettrica nel Cadore. La ricostruzione dell'accaduto è ancora al vaglio degli inquirenti, mentre il funerale verrà deciso dopo il nulla osta dell'autorità giudiziaria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA