Barreca 1, Sgrigna 2: per il Citta altra botta

di Diego Zilio wCITTADELLA Corre talmente tanto che è servita una squalifica per farlo star fuori. Antonio Barreca è stato fermato per un turno dal giudice sportivo dopo la doppia ammonizione nel derby con il Vicenza. È andata peggio ad Alessandro Sgrigna, sospeso per due giornate "per avere rivolto all'arbitro un'espressione ingiuriosa" e costretto a saltare, oltre alla prossima sfida con il Brescia, anche la trasferta di La Spezia del 6 dicembre. La mano pesante del giudice Emilio Battaglia ha colpito pure il d.g. Stefano Marchetti (un turno di stop per "espressione blasfema", rilevata dal quarto uomo al 34' della ripresa), e a completare il quadro ci sono le ammonizioni con diffida a Claudio Foscarini e al medico sociale Ilario Candido, reo, anch'egli, di "avere contestato platealmente l'arbitro". Peggio che andar di notte. Ed è inevitabile partire da qui parlando con il 19enne Barreca, che fino alla gara con il Vicenza non aveva saltato un solo minuto. «Francamente il secondo cartellino giallo non l'ho capito. Non solo c'è stato un normale contatto di gioco, ma addirittura il pallone era uscito dal campo, quindi, stando alla logica, non doveva nemmeno essere fischiato il fallo», afferma il terzino sinistro granata, da ieri a Vercelli, assieme a Busellato, per disputare con la B Italia l'amichevole contro i pari categoria della Russia, a mezzogiorno di oggi al "Piola". «E qualche dubbio ce l'ho anche sull'episodio del rigore, che poteva essere assegnato come no». Due episodi che hanno compromesso quella che sin lì era stata la miglior partita del Citta ultimamente. «È vero, abbiamo giocato un grande primo tempo, mettendo in campo umiltà e determinazione. Ci è mancato solo il cinismo, perché, se fossimo andati al riposo avanti 2 o 3 a 0, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire». Sul piano personale si aspettava una stagione come questa? «Sono venuto al Cittadella per giocare, e perché sapevo che questa società sa valorizzare i giovani. Sinceramente, però, non pensavo di essere sempre in campo. Intendiamoci: sono più che contento». La stanchezza pesa? Ad un certo punto Foscarini ha provato anche il 3-5-2 per agevolare lei e l'altro stakanovista Cappelletti. «L'ho avvertita un po' nel periodo in cui giocavamo ogni due giorni, ma adesso che il calendario si è "normalizzato", non esiste quel problema. Riguardo al modulo, in genere preferisco avere davanti a me un esterno alto a cui sovrappormi, com'è successo a Vicenza». Al Torino, che detiene il suo cartellino, c'è chi si stropiccia gli occhi a guardarla, complice la stagione non esaltante di Molinaro. «Non nascondo che mi piacerebbe rientrare a giocarmi le mie carte in serie A, anche perché, se ci pensate, non sono in tanti a ricoprire il mio ruolo in Italia. Ma è un'opportunità che potrò sfruttare solo giocando bene qui a Cittadella». La squadra. Doppio allenamento ieri al Tombolato, con mattinata trascorsa in palestra e pomeriggio passato sul campo. Sarà così anche oggi, per l'ultimo bi-giornaliero della settimana che porterà alla gara casalinga con il Brescia, sabato (ore 15) al Tombolato. Fuori dal gruppo a disposizione di Foscarini i "soliti" Lora, Schenetti e Signorini, ma anche Busellato e Barreca, che rientreranno soltanto domani sera dalla tre giorni azzurra. Busellato rientrerà dopo aver scontato il suo turno di stop, al pari di Scaglia, che, dal canto suo, tornerà a formare la coppia al centro della retroguardia assieme a capitan Pellizzer, con De Leidi presumibilmente spostato a sinistra. ©RIPRODUZIONE RISERVATA