Saia: «Un drone per controllare la Romagnoli»

«Quando parlavo di un drone per una completa mappatura dei luoghi in cui sorgono accampamenti abusivi pensavo proprio all'ex caserma Romagnoli». A dirlo, all'indomani della scoperta di degrado e bivacchi nell'area militare dismessa di via Chiesanuova, è l'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia. «In zone così vaste da controllare il drone sarebbe molto utile». Solo qualche giorno fa Saia aveva espresso la volontà di dotare la polizia municipale del sistema tecnologico: «Vorrei comprare un drone per la polizia municipale, per vigilare su queste aree, che a volte sono molto grandi. Oppure potremmo avere quello già in uso alla Provincia», aveva detto l'assessore. Anche se molti luoghi lasciati nell'incuria più totale, in cui poi trovano rifugio senzatetto, spacciatori, clandestini, sono luoghi di privati: fabbriche dismesse, ruderi abbandonati, terreni in attesa di una destinazione, caserme in disuso. «La caserma Romagnoli non è in disponibilità del Comune di Padova», ha infatti aggiunto l'assessore Maurizio Saia, che non intende comunque rimanere con le mani in mano. «Come già avvenuto per la caserma Prandina di corso Milano, in accordo con l'assessore Fabrizio Boron, provvederemo agli sgomberi e alla chiusura dei varchi nella recinzione, attraverso i quali transitano gli occupanti abusivi». L'assessore si riferisce agli ingressi creati dagli sbandati che occupano la caserma Romagnoli sul muro di cinta dal lato del parco Brentelle. (a.f.)