Il Pd: «La nostra battaglia per aiutare i più deboli»

«In consiglio si è discusso della delibera proposta dall'amministrazione sulla riduzione dell'80% del canone di occupazione aree pubbliche» ha dichiarato Francesca Pietrogrande, consigliera della Lega; «Fiore dice che è condivisibile ma "noi votiamo no perché non è questo il modo di fare politica". I suoi elettori sanno che non vota per il loro interesse ma per fare dispetto al sindaco?». Fiore: «Ho votato contro perché ho chiesto, invano, all'assessore Grigoletto quale fosse la copertura economica del taglio. Ai tagli delle tasse fatti per propaganda che poi generano dissesti io dico no». L'ostruzionismo del Pd al consiglio comunale di lunedì ha finito per sfiancare Bitonci, tanto da indurre la maggioranza a chiederne la sospensione e rinviare a lunedì prossimo le delibere su Zip e Parco Iris. «Bitonci e la Lega hanno provato ad impedire una discussione serena su temi importanti - hanno dichiarato i consiglieri comunali del Pd - senza preavviso e senza concordare alcunchè, è stato convocato un consiglio alle 15, negando la possibilità di fare interrogazioni e contingentando i tempi, per tentare maldestramente di ridurre l'opposizione al silenzio. Ma il sindaco ha dovuto fare i conti con le regole della democrazia e ne è uscito malconcio, non riuscendo a terminare come voleva il consiglio e metà delle delibere previste non sono state approvate. Ci auguriamo che ora Bitonci e la Lega abbiano capito che il Comune è di tutti, e che non è possibile venir meno al rispetto reciproco tra maggioranza e opposizione». Nel merito delle delibere approdate in consiglio comunale, Umberto Zampieri, Andrea Micalizzi, Gianni Berno, Enrico Beda, Claudio Piron e Margherita Colonnello hanno presentato diverse mozioni per migliorare le decisioni della giunta Bitonci. La più importante è arrivata in nottata. Verso mezzanotte Bitonci ha presentato la proposta di vendere parte delle azioni Hera, prevedendo di ricavare 26 milioni. «È uno dei beni che il sindaco ha ereditato grazie alle scelte della passata amministrazione, poiché il valore della partecipazione del Comune è quasi raddoppiato in seguito alla fusione con un plusvalore di oltre 67 milioni. Le vende senza dire come intende spendere questo denaro, che è dei padovani, non di Bitonci. Abbiamo proposto due cose: stilare un programma di opere pubbliche da finanziare con la vendita di queste azioni e poi avviare una qualsivoglia forma di consultazione, visto che il sindaco, che vive a Cittadella, vuole vendere un bene che non è suo, ma di proprietà dei padovani». Bocciata. Secondo capitolo: l'assestamento di bilancio. «Abbiamo chiesto di spostare 1,2 milioni che oggi sono fermi al gabinetto del sindaco per metterli sul sociale, e destinarli alle famiglie, agli anziani, ai più deboli. Un segnale che sarebbe stato apprezzato e invece la nostra proposta è stata bocciata», hanno spiegato. Sulla Cosap il Pd ha votato a favore dello sconto dell'80% per i commercianti che garantiranno 12 mesi di plateatici. «Abbiamo cercato, inutilmente, di farci spiegare come verranno compensate le minori entrate tributarie senza che vengano tagliati servizi ai padovani». Bocciate anche le proposte sugli asili nido, per cui la giunta ha esteso i termini delle iscrizioni per poter modificare il regolamento e aggiungere il criterio di anzianità di residenza per l'accesso alle graduatorie. Luca Preziusi