L'AUTO E I RECORD NEGATIVI

di VALERIO BERRUTI Meglio mettere le mani avanti quando si parla di auto. Soprattuto se il tema è quello dei costi. Ecco di cosa si tratta. Gli allarmi sono due: l'escalation delle tariffe assicurative e il costo del carburante. Sul primo argomento in Italia siamo i più bravi. O meglio i più costosi d'Europa. Lo denunciano tutti da anni senza nessun risultato come abbiamo più volte raccontato, dato che dal 2004 al 2013 i costi sono aumentati del 235% passando da una tariffa media di 391 euro a quasi 1.250. Quest'anno, invece, la crisi ha portato gli italiani a usare meno l'auto e, di conseguenza, con il calo degli incidenti sono scese anche le tariffe. Dunque, non per scelta ma solo perché il calo di incidenti ha aumentato il margine delle compagnie, permettendo così a motociclisti e automobilisti di strappare offerte migliori. Ma nessuno si illuda. Nei giorni scorsi, infatti, analisti e associazioni consumatori sono scesi in campo per assicurare che nel 2015 le tariffe torneranno a salire. Ma non saranno le sole a viaggiare verso l'alto. Ci saranno anche i carburanti, altra specialità della casa dei vari governi. Gli italiani usano sempre meno l'auto ma le tasse sui carburanti continuano a crescere (le famose accise che avrebbero dovuto servire per fronteggiare situazioni di emergenza). Di altri 8 centesimi nel 2015, secondo l'unione petrolifera, se venisse confermata la clausola di salvaguardia, inserita nell'emendamento presentato dal Governo alla Legge di stabilità. Insomma, l'ennesimo balzello, sgradito regalo per l'anno che verrà. @valerio__berruti ©RIPRODUZIONE RISERVATA