È attivo il nuovo pronto soccorso

di Nicola Cesaro wMONSELICE L'ultimo paziente dimesso dal pronto soccorso di Monselice è stato un cittadino del posto, di 28 anni, arrivato in ospedale per una ferita. Era l'1.56 e da allora l'accettazione del "vecchio" pronto soccorso monselicense è andata di fatto in pensione. Ma più che la chiusura di una postazione, la notizia di ieri è stata certamente l'apertura del nuovo pronto soccorso unico di Schiavonia, la struttura d'emergenza che servirà l'intera Bassa Padovana e che ha preso il posto dei punti di Este e Monselice. La chiusura. A otto giorni da quello di Este, ieri mattina alle 7 ha cessato ufficialmente di funzionare il pronto soccorso di Monselice. Alle 6.30 si è chiusa l'accettazione e alle 7.01 è stato appeso all'ingresso un foglio con su scritto "Pronto soccorso chiuso – Aperto P.s. di Schiavonia". In quel momento è arrivata anche una guardia giurata, dolorante alla mano, invitata gentilmente a rivolgersi all'ospedale unico. Non sono mancati le foto di rito («Queste sono immagini che restano nella storia», spiega con la fotocamera dell'iPhone in mano il medico di turno, il dottor Francesco Aricò), il veloce brindisi (con un'apprezzatissima torta alla ricotta preparata dall'infermiera Giovanna), la chiamata ai colleghi di Daniele Temporin, 32 anni passati in pronto soccorso a Monselice ma ieri in turno altrove. Chiavi alla mano, il custode Silvano ha quindi chiuso le porte principali, non prima che tutti i pazienti ancora in osservazione fossero trasferiti a Schiavonia. L'ultima notte dell'emergenza monselicense è stata infatti meno tranquilla rispetto a quella dei colleghi atestini, con numerosi accessi e più di qualche utente presente anche al momento della chiusura delle 7: quattro pazienti, in particolare, sono partiti dall'Osservazione breve intensiva di Monselice e sono stati trasferiti in quella di Schiavonia. L'apertura. Lo "switch-off" tra Monselice e Schiavonia è avvenuto senza particolari intoppi. Il personale del polo unico era già al lavoro da oltre un'ora quando, alle 7, il pronto soccorso è entrato ufficialmente in funzione. Radunati medici, infermieri e operatori per l'ennesima foto celebrativa, in triage si è presentato don Marco Galante, cappellano del "Madre Teresa", che ha voluto impartire la solenne benedizione al pronto soccorso. Oltre ad accogliere ambulanze colme di materiale e i quattro pazienti ancora in stato di osservazione a Monselice (e a sistemare qualche porta elettrica che faceva le bizze), lo staff ospedaliero di Schiavonia ha atteso ben poco prima di cominciare concretamente il lavoro: alle 7.28 è infatti arrivato il primo paziente, la guardia giurata che aveva fatto tappa qualche minuto prima a Monselice. Padovano di mezza età, l'uomo si è presentato in ospedale per un trauma non grave alla mano: è stato accolto in ambulatorio alle 7.38. La prima ambulanza a sirene spiegate è invece arrivata alle 8.07. La prima mattinata. A coordinare passo passo la prima giornata di lavoro c'era il primario Nicola Annunziata: «È andato tutto molto bene e il lavoro è stato intenso. Dalle 7 alle 15 abbiamo registrato 75 accessi, con 46 dimissioni nel giro di poche ore. C'è stato poi un ricovero in reparto, un altro per un ictus in ospedale a Padova e tre uscite dell'ambulanza. L'invito, a maggior ragione in questi primi giorni di attività, è sempre lo stesso: si viene in pronto soccorso solo per urgenze». Su 29 utenti in visita ieri alle 15, ben 17 erano infatti codici bianchi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA GUARDA LA FOTOGALLERY E COMMENTA su www.mattinopadova.it