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di Vindice Lecis wROMA Per i lavoratori pubblici non ci sono soldi e non ci sarà dunque il rinnovo dei contratti come già accade da sei anni. Il ministro Madia, incontrando i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha ammesso che la riapertura del contratto è nell'agenda del governo ma per il 2015 non sono previste in bilancio risorse per i rinnovi. Aggiungendo che i lavoratori pubblici, uno su quattro, hanno già il bonus di 80 euro. Se ne riparlerà quando la crisi sarà passata, ha affermato il ministro. Decisamente negativi sono i commenti delle organizzazioni sindacali. La Cgil attacca il ministro e conferma lo sciopero generale del 5 dicembre, Cisl e Uil demanderanno eventuali decisioni agli organismi dirigenti ma le valutazioni sono di notevole delusione. Il ministro Madia durante la riunione ha ripetuto che «nessuno perderà il posto per effetto della riorganizzazione della Pubblica amministrazione. Nessuno andrà a casa». Questo il primo punto. Il secondo riguarda la scuola con «l'assunzione dei vincitori di concorso e dei precari della scuola». Il ministro ha rivolto anche un invito a collaborare «per tirare fuori l'Italia dalla crisi tutti insieme». In questo il pubblico impiego è «strategico» nella riforma della Pa e «non possiamo non avere i lavoratori pubblici dalla nostra parte». Ma non ha offerto molto, anzi ha spiegato che il governo «ha scelto di concentrare le risorse su chi stava peggio». La riunione era attesa perché sulla base delle parole e degli impegni , Cisl e Uil avrebbero deciso l' atteggiamento verso il governo e decidere se scioperare con la Cgil il 5 dicembre (l'Ugl è pronta a farlo). Lo sciopero, secondo l'Autorità di garanzia, è parzialmente illegittimo per quanto riguarda l'intero comparto del trasporto ferroviario e del tpl in alcune province. «Qualche auspicio sul futuro, nessuna risposta - commenta a caldo Susanna Camusso, segretario generale della Cgil al termine del vertice - nessuna apertura sull'occupazione e sul tema del rinnovo del contratto». Per il leader Cgil «allo stato non abbiamo risposte che siano all'altezza della grande manifestazione dei lavoratori pubblici dell'8 novembre. Nemmeno abbiamo avuto una particolare assicurazione per quella che si profila come un'ulteriore emergenza occupazionale nelle Province. Abbiamo ricevuto un no per questa legge di stabilità e qualche auspicio in futuro». Camusso ha poi giudicato «discutibile «la dichiarazione del ministro Madia sugli 80 euro, che non possono sostituire il rinnovo contrattuale». Commento severo di Annamaria Furlan, segretario della Cisl: «Dichiarazioni deludenti al di là del bel modo con cui vengono detti i "no" non abbiamo alcuna novità positiva. Ora saranno le nostre categorie che decideranno i passi da fare». Aggiunge Furlan che «se, come dice il ministro Madia, il contratto è nell'agenda del governo, vogliamo sapere se nella prossima legge di stabilità ci sarà l'impegno a recuperare le risorse per riassorbire anche il 2015. Chiediamo che ci sia un passo in avanti con l'apertura di un tavolo contrattuale ed un impegno chiaro del governo». Per Francesco Barbagallo, segretario generale aggiunto della Uil «c'è stata una chiusura sul merito. Non siamo per niente soddisfatti. Alla domanda se erano disponibili a fare subito un decreto per fare contratti e magari per una volta mettere la fiducia su una cosa che riguardava il pubblico, non c'è stata risposta». Negativo il giudizio anche dell'Ugl. ©RIPRODUZIONE RISERVATA