Sfratti, verso quota mille

Gli sfratti in città sono ormai un'emergenza. L'anno scorso è stato l'anno nero della casa, ma il 2014 potrebbe registrare numeri ancora peggiori perchè si appresta a toccare quota 1.000 sfratti. I numeri arrivano dal Palazzo di giustizia e rivelano un aumento fin dal 2011, quando gli sfratti per morosità sono stati 645, più altri 161 per uso diverso dell'immobile. Nel 2012 invece gli sfratti per uso abitativo erano saliti a 707 e quelli per uso diverso a 205; ma è l'anno scorso che si è registrata un'impennata con 892 sfratti convalidati per uso abitativo e 214 per altro uso. Numeri che hanno in seno due vittime: da una parte gli affittuari, nella stragrande maggioranza dei casi vittime della crisi, che hanno perso il lavoro e, diventati "morosi incolpevoli", non riescono più a pagare l'affitto. Dall'altra parte i piccoli proprietari, non paperoni, ma pensionati che hanno investito i risparmi di una vita inseguendo l'illudendosi di una rendita per la vecchiaia. O giovani che hanno acceso un secondo mutuo sperando di ripagarlo con l'affitto e trovarsi un piccolo investimento accantonato. Dei 2 mila piccoli proprietari padovani iscritti all'Uppi (Unione piccoli proprietari italiani) in tanti hanno un'esperienza di lunga morosità da raccontare e, di conseguenza, pesanti "eredità" a cui far fronte che, in poco tempo, a volte appena 2 anni, arrivano a raggiungere quota 10-15 mila euro di debiti tra affitti non incassati (mentre le rate del mutuo scorrono veloci) e spese condominiali accumulate. (e.s.)