Magistrati critici, pronti allo sciopero

L'Associazione nazionale magistrati per ora non proclama lo sciopero, ma è pronta a farlo se gli interventi di riforma della responsabilità civile dovessero mettere a rischio autonomia e indipendenza. È quanto deciso dall'Assemblea generale che ha approvato a larghissima maggioranza una mozione che proclama lo stato di mobilitazione, senza escludere «altre forme di protesta» e chiede «un incontro urgente con il governo per presentare le proprie proposte e per avere serie risposte». Il presidente Anm, Rodolfo Sabelli (in foto) prima dell'assemblea, aveva precisato che non si tratta di iniziative di contrasto tra magistratura e governo, né di uno scontro sindacale». Segnali distensivi. La mozione approvata con 1.718 voti contro i 230 dell'altra, più radicale, che chiedeva subito lo sciopero, indice per l'11 dicembre assemblee distrettuali pubbliche e una "Giornata della giustizia" il 17 gennaio 2015. Viene poi disposta la pubblicazione, «su un giornale a diffusione nazionale, dei dati relativi alla produttività dei magistrati e alle cause della mancanza di tempestiva risposta ai cittadini». Duro il giudizio sulle riforme che «contengono interventi inutili e di facciata» . L'Anm chiede dunque interventi organizzativi e sugli organici, un corretto processo di informatizzazione, completamento della riforma della geografia giudiziaria, semplificazione del processo civile, «riforma coraggiosa» del processo penale, interventi sulla prescrizione. Secca la replica del Guardasigilli Andrea Orlando: «La modifica della legge Vassalli non è un attacco all'indipendenza dei magistrati bensì un intervento a tutela dei cittadini».