Padoan: «Possibili 800mila nuovi posti»

di Vindice Lecis wROMA Gli sgravi fiscali per le assunzioni e il taglio dell'Irap alle aziende, potrebbero generare 800mila posti di lavoro. Ne è convinto il ministro Padoan, spiegando che quel numero potrebbe anche aumentare. Siamo al remake del milione di posti promessi da Berlusconi qualche anno fa? La risposta passerà dunque per le imprese che saranno le principali beneficiare della legge di stabilità. Il provvedimento è «quasi pronto» e oggi sarà al Quirinale. Il governo non vede ostacoli insormontabili sulla sua strada e le Regioni ieri si sono divise sull'atteggiamento da tenere, contestando l'atteggiamento «soft» di Chiamparino. Padoan pensa che la manovra abbia una sua forza per tre motivi: «Continua con il consolidamento fiscale perché i numeri di bilancio continuano a migliorare. Secondo, la composizione è fortemente orientata alla crescita attraverso tagli di tasse. Terzo, questa manovra si collega fortemente alle misure di riforma strutturale». Gli 800mila posti di lavoro arriverebbero dunque come conseguenza dell'alleggerimento fiscale a vantaggio delle imprese e su questo la Cgil ha forti dubbi. Secondo il ministro dovrebbe bastare per lo sgravio contributivo triennale per i contratti a tempo determinato una soglia di 1200 euro. Padoan ha anche negato che la manovra picconi il secondo pilastro della previdenza, quella complementare con l'aumento della tassazione dei fondi pensione: «L'adeguamento - spiega - è inferiore ad altre categorie». Ma ci sarà per collegarla «ai valori europei». La manovra passerà oggi al vaglio del Quirinale, che sabato l'ha già blindata, senza temere la bocciatura da parte dell'Ue perché, spiega il ministro, «siamo all'interno delle regole e della flessibilità ammesse dal patto di stabilità». Padoan comunque spiega che l'Italia è stata bloccata «anche dai sindacati». Sulla strada del governo resta la protesta delle Regioni. Ma la protesta morbida di Chiamparino non è piaciuta a importanti governatori. «Non voglio mediare un fico secco - protesta Nichi Vendola, presidente della Puglia - parliamo di un taglio di poco meno di 300 milioni di euro per la Puglia. Una decurtazione che cade come una pietra sepolcrale sulla testa della sanità regionale». Da Renzi è arrivato un discorso «da populista e ruffiano - attacca Luca Zaia, presidente del Veneto - e Chiamparino e gli altri del Pd nel giro di dieci ore hanno cambiato posizione, neanche la pattuglia acrobatica sa fare di meglio». Zaia annuncia un ricorso se la legge di stabilità sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale senza modifiche. Che alla legge servano correzioni lo chiede anche Cesare Damiano (Pd): va garantito spiega, che la somma di 1,6 miliardi per gli ammortizzatori sociali sia aggiuntiva alle risorse stanziate. E la segretaria della Cisl Annamaria Furlan attacca: la norma sul tfr lega il futuro dei lavoratori alla povertà ©RIPRODUZIONE RISERVATA