Padoan: «Il Pil risalirà, ma solo nel 2015»

di Andrea Di Stefano wMILANO Ormai è certo: l'Italia chiuderà l'anno in recessione. È lo stesso Padoan ad ammetterlo: «Speravamo di avere una crescita positiva nel 2014 ma così non è andata. Può darsi che quest'anno avremo un numero negativo ma sarà molto più piccolo del passato», ha detto il ministro dell'Economia durante la registrazione di "Porta a Porta" precisando che il Pil «risalirà già dal prossimo anno e in misura crescente dagli anni successivi». Dopo gli organismi internazionali anche Confindustria ieri ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita sia per il 2014 che per il 2015. La flessione secondo il Centro studi di viale dell'Astronomia sarà dello 0,4% rispetto a giugno quando prevedeva addirittura una crescita, seppur limitata, dello 0,2%. Per il 2015 l'Associazione degli imprenditori confida in un ritorno della crescita, anche se molto modesta (+ 0,5%la metà dell'1% stimato a giugno). «Il 2014 ce lo siamo giocato, ora l'attenzione è tutta sul 2015. Siamo stati più ottimisti di altri, prevedendo un +0,5% del Pil ma è tutto da conquistare», dice Luca Paolazzi, direttore del Csc che aggiunge «il terzo e quarto trimestre del 2014 non saranno meglio del secondo». L'Italia, dunque, resta in recessione nel 2014 e per uscirne è urgente intervenire con la legge di stabilità e le riforme. Per Confindustria significa trovare subito almeno 16 miliardi. «Con la legge di stabilità 2015 le risorse da reperire ammontano almeno a 15,9 miliardi (servono, come ipotesi minima, 18,6 miliardi per finanziare una serie di impegni già previsti, di cui 2,7 coperti dai tagli del dl Irpef)». «È perciò elevato - è la preoccupazione degli industriali - il rischio di coperture più tradizionali»: sono da "scongiurare" altri tagli lineari ed altre tasse; va colpita la spesa improduttiva ma va rilanciata "quella produttiva, gli investimenti"», avverte Marcella Panucci, che ricorda anche come ogni aumento delle imposte avrebbe ancora un impatto negativo su «crescita e recupero di competitività».Ed è sempre Padoan a dire che la legge di stabilità «è molto difficile. Cercheremo di fare tutto il possibile per trovare risorse sufficienti e credibili». Eppure proprio di fronte al perdurare della recessione Confindustria chiede di reagire tempestivamente con misure di rilancio della competitività e degli investimenti. «Il rilancio degli investimenti pubblici e privati sono il cuore della proposta al governo», afferma il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci, commentando il rapporto. Ma non basta, bisogna «ridurre la tassazione sul costo del lavoro e sugli immobili di impresa» e rendere strutturale la «detassazione del salario di produttività».Come se non bastasse, gravano anche le pressioni deflazionistiche, dinamica che in Italia, negli ultimi mesi, è più bassa rispetto alla media di Eurolandia con un gap di -0,5 punti in agosto. I prezzi al consumo in Italia, stima il Centro studi, nel 2014 aumenteranno appena dello 0,3% e dello 0,5% il prossimo anno. L'analisi lancia poi un vero e proprio allarme sul fronte della disoccupazione: in totale, sono 7,8 milioni le persone a cui, in un modo o nell'altro, manca lavoro e la risposta secondo Confindustria passa anche, ma non solo per l'art.18 che Padoan liquida così: «L'articolo 18 diventa un non problema con la riforma che stiamo varando basata sulla semplificazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA