Gli affari tra Etra e Ramm riaccendono le polemiche

di Giusy Andreoli wCAMPODARSEGO Sorpresa: l'impianto di cogenerazione che trasforma il biogas in energia elettrica, attivo da anni nella discarica di Reschigliano, non è più della società Ramm ma di Etra. La multiutility lo ha comperato a 545 mila euro, metà del prezzo richiesto. Ora però gli affari intrattenuti con la Ramm, ma anche con l'ex gestore della discarica, la ditta Fortunato Rossato di Pianiga, diventano un caso: il consigliare regionale Diego Bottacin (Pd, Gruppo misto) ha presentato un'interrogazione alla Giunta veneta chiedendo come mai sia passata sotto silenzio tutta l'operazione e adombrando rapporti poco chiari con la Ramm. Bottacin chiede, tra l'altro, «se Etra, nel rapporto commerciale con Ramm, abbia richiesto e ottenuto i dovuti certificati antimafia previsti dalla legge e se intrattenere rapporti commerciali con questa ditta, sia comportamento rispettoso del Codice etico che Etra ha adottato». Spiega Bottacin: «A febbraio 2014 Etra compra un ramo d'azienda della Ramm per 545 mila euro. Il primo bonifico di 160 mila euro per tale acquisto risulta però fatto quasi due anni prima: il 4 luglio 2012. Mi chiedo se sia tutto normale o se la cosa non desti di per sé sospetti. Soprattutto sapendo che l'amministratore unico di Ramm è Sandro Rossato, già implicato in passato in indagini sul traffico di rifiuti gestito dalla ‘ndrangheta e arrestato due volte, nel 2005 e nel 2006, per i medesimi motivi». Bottacin punta il dito anche sull'ambito territoriale di Etra: «Il presidente Luca Zaia ha permesso che fosse cucito sartorialmente sulle proprie esigenze, anziché definito sulla base di omogeneità territoriale come previsto dalla normativa. Inoltre, i Comuni soci hanno deliberato a dicembre l'affidamento diretto a dei servizi ambientali, prorogandoli fino al 2033, con il chiaro intento di evitare sine die qualsiasi ricorso al mercato e alla concorrenza». Per tutta risposta Etra ha predisposto un mini dossier sulla quarantennale storia della discarica di Reschigliano, specificando che subentrò nella gestione solo a metà 2009, e lo ha inviato a tutti gli utenti allegandolo al periodico informativo. Il presidente Stefano Svegliado respinge sdegnosamente ogni illazione a sottolinea le responsabilità di chi in 40 anni di affari con la Rossato non si è accorto di nulla. «Parlano i fatti», sottolinea Svegliado. «Un'azienda il cui titolare è stato arrestato per mafia ha operato indisturbata per 40 anni. Etra invece, in accordo con gli Enti di pianificazione e controllo, ha sempre operato nel rispetto della legge e del Codice etico di cui si è volontariamente dotata e ha estromesso la società dalla discarica sostenendo una battaglia giudiziaria per ristabilire la legalità. Le autorità di vigilanza segnalarono una passata gestione non corretta, mentre oggi scrivono che lo stato di fatto della discarica è sensibilmente migliorato». Svegliado fa anche notare che «la trasformazione del biogas in energia elettrica ha fruttato negli anni centinaia di migliaia di euro esclusivamente all'azienda che lo gestiva mentre ora alla comunità verranno restituiti soldi pubblici fino a poco tempo fa profitto esclusivo di una singola azienda». A quanto è dato sapere il biogas avrebbe fruttato al gestore circa 150 mila euro l'anno mentre al Comune, proprietario della discarica, in base a un contratto sottoscritto alcuni anni fa, vengono date le briciole: 5.160 euro annui. È soddisfatto dell'operato di Etra il sindaco Mirko Patron: «Ho visto un cambiamento in meglio e abbiamo garanzie che i lavori di bonifica vengono fatti senza risparmiare. Posso solo ringraziarla. Per lo sfruttamento del biogas, confermo: il Comune percepisce poco più di 5 mila euro l'anno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA