"Una nobile causa" molto padovana e con Giannini

di Silvia Gorgi «Il mio intento era fare un film a sfondo sociale, come nelle mie precedenti esperienze, con al centro il tema della dipendenza compulsiva, in particolare del gioco d'azzardo, uno dei mali del nostro tempo» racconta il regista Emilio Briguglio, padovano, che dopo la presentazione del febbraio scorso di "My name is Ernest" alla Fenice di Venezia, progetto cinematografico che raccontava i periodi veneti dello scrittore americano, torna, lui che è anche un primario dell'Ulss 15, sul campo con un nuovo soggetto. E questo soggetto verrà presentato, nella forma del teaser, oggi alle 18, nello spazio della Regione nell'ambito della Mostra del Cinema di Venezia. "Una nobile causa", il titolo scelto per un teaser che di fatto è il racconto (in 4-5 minuti) del film che verrà prodotto, mezzo che si utilizza nel processo cinematografico come "biglietto da visita" per raccogliere gli investitori e procedere verso la produzione. «Inizialmente l'idea del film l'avevo proposta al produttore veronese Michele Calì, ma poi è stata accolta dalla padovana Running Tv International di Tarcisio e Rebecca Basso, che insieme all'associazione Cinema Giovane di Verona di Diego Biello, ha lavorato subito al teaser». Girato la scorsa settimana nella provincia di Verona, in particolare nel Comune di Badia Calavena, e nelle location di Villa Pellegrini Cipolla a Castion Veronese e l'Hollywood Club di Bardolino trasformato in Casinò per l'occasione, con un cast che è anche quello del film che verrà e vede in primis la partecipazione di Giancarlo Giannini che interpreterà Fabio, saggio psicologo che cerca di dare fiducia ad una famiglia nella quale la donna di casa è affetta da ludopatia. Ma i volti noti non si fermano qui, sono presenti anche Giorgio Careccia, visto in "Romanzo Criminale" e "Vallanzasca", che è Alvise uomo disposto a tutto per il gioco. Poi Francesca Reggiani, il padovano Roberto Citran, Nadia Rinaldi è Ottavia, completano il cast Giulia Greco, Guglielmo Pinelli, visto ne "Il capitale umano", Rosa Palasciano, Rossella Infanti, Giovanni Maria Buzzati e Diego Pagotto. Il progetto cinematografico tenta di percorrere il labirintico filo che ogni giocatore attraversa tra la menzogna e la verità, evidenziandone anche l'aspetto sociale oltre che personali. Anche se poi il tutto sarà trattato in forma di commedia dal regista Briguglio, la cui opera prima è stata "L'Appello", che ha vinto numerosi premi all'estero.