Abolizione del numero chiuso? Non ci sono abbastanza aule

di Silvia Quaranta In attesa della famigerata riforma dell'istruzione, inizia oggi la corsa ai test d'ingresso: la prima facoltà ai blocchi di partenza, al Bo, è Economia, dove centinaia di studenti si contenderanno 230 posti liberi. Le selezioni andranno avanti per tutta la settimana e fino al 15 settembre, per un totale di 18 selection-day. I posti in palio sono complessivamente 4.723, a cui si aggiungono naturalmente quelli delle facoltà che non prevedono il numero chiuso. Intanto, a Roma, si continua a lavorare sulla riforma che, si diceva, avrebbe abolito i "numeri chiusi". Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, era partita in quarta. Niente più selezioni inutili ed inique, con domande che spaziano dalla "grattachecca" più buona di Roma al pensiero di Noam Chomsky, si era detto. «Ci sarà una scrematura graduale e meritocratica», aveva chiosato il ministro. Migliaia di studenti, aspiranti medici in prima linea, avevano già tirato un sospiro di sollievo, quando l'idea si è miseramente arenata sulle "barriere architettoniche". Si è così riaperta la discussa questione, tutt'ora irrisolta, delle aule mancanti. La riforma doveva essere pronta per luglio, poi è slittata a settembre, ora si parla almeno di ottobre. L'ultima notizia in merito la riferisce il rettore: «È in programma un incontro straordinario, in cui la Conferenza dei rettori porterà al ministro le proprie osservazioni». La questione ha un carattere estremamente pratico, e i rettori lo sanno bene: le migliaia di studenti che ogni anno tentano il test, dentro una sola facoltà, non ci entrano. Giuseppe Zaccaria l'ha ribadito: «Gli atenei più attrattivi, in testa Padova, sarebbero chiamati a sopportare un carico di studenti impensabile». Non servono grandi calcoli per capire cosa intende: a tentare la selezione ci sono sempre diverse migliaia di studenti: alcuni anni fa arrivarono a 10.000. Lo scorso aprile, per via del test anticipato, erano "solo" 3.000. Il problema è che la più grande aula del Policlinico universitario, la Morgagni, può ospitare un massimo di 394 persone: poco più di un decimo degli aspiranti medici di quest'anno. Quanto alle altre aule di Medicina, vanno dai 20/30 posti delle più piccole fino ai 300 della Ramazzini e ai 200 della Vesalio. Sommandole tutte insieme (Clinica dermatologica, dipartimenti clinici, Marzolo, Palafellin, via Gabelli e via Tiepolo) si raggiunge massimo 3.486 posti. Il calcolo, a spanne, rende l'idea: ci sono meno di 4.000 sedie. Le associazioni studentesche, però, non disperano: «Nel breve periodo ci saranno difficoltà» commenta Alessandro Asmundo, del'Udu «ma questo non deve bloccare il cambiamento».