Donna rapinata in via Berchet «Seguita e aggredita sulle scale»

L'ha seguita dentro casa fingendo di essere un condomino, poi le ha sferrato un pugno così forte da farle perdere i sensi, infine l'ha derubata dell'orologio d'oro e del portafoglio con 30 euro. Un'aggressione violenta quella che si è consumata sabato pomeriggio, alle 14.30, all'interno di un condominio di via Berchet. La vittima è M.B., pensionata di 71 anni di origine veneziana, che ancora turbata racconta l'incubo che ha vissuto. «Ero stata al supermercato e stavo rincasando con la spesa. Mentre salivo le scale ho visto che un ragazzo mi stava seguendo. Non lo conoscevo, ma siccome ci sono due appartamenti occupati da universitari, credevo fosse uno di loro, o comunque un amico. Avrà avuto tra i 25 e i 30 anni. Aveva la barba e la pelle olivastra, non credo fosse italiano. Ho chiamato l'ascensore e ho visto che si è fermato ad attenderlo anche lui. Gli ho chiesto allora a che piano andasse. Prima non ha risposto poi mi ha detto che andava al quinto». A quel punto la settantunenne si è insospettita. Al quinto piano dello stabile ci sono 2 appartamenti sfitti: «La sua risposta mi ha lasciato perplessa così ho deciso di salire per le scale. Non volevo trovarmi in ascensore sola con lui. Sono salita di pochi gradini quando ho avvertito una presenza alle spalle. Non ho fatto in tempo a realizzare quello che stava succedendo, che il ragazzo mi ha tirato un pugno in pieno volto. Da quel momento non ricordo più nulla. Sono caduta a terra e ho perso i sensi». La donna porta ancora i segni della violenza: una grossa ecchimosi sul mento. «Mi ha portato via un orologio d'oro, che oltre ad avere un valore economico era un ricordo di famiglia e il portafoglio che tenevo dentro a un sacchetto della spesa. Non è riuscito a sfilarmi l'anello e neppure a portarmi via la borsa. Aveva paura che arrivasse qualcuno» aggiunge. Quando è rinvenuta il suo aggressore era fuggito. «Sono salita in casa e ho chiamato la polizia, poi sono andata al pronto soccorso dove sono stata sottoposta ad accertamenti. Mi è andata bene - prosegue - la cosa più brutta è stata lo spavento. Non so come sono riuscita a mantenere il sangue freddo. Mi piacerebbe che questa zona venisse controllata di più, sta diventando pericolosa. Qualche mese era stato aggredito anche il portiere di un palazzo». Alice Ferretti