«No a battaglie dei forti verso i deboli»

«No a battaglie dei forti verso i deboli». È uno no compatto quello dell'opposizione contro il provvedimento annunciato dal sindaco Massimo Bitonci volto a regolamentare le aree a disposizione degli artisti di strada. Il limite orario, che impone di occupare il suolo pubblico per un numero determinato di ore, finora l'unico previsto, non basta più: a breve verranno indicati luoghi e spazi dove i buskers dovranno esibirsi. Lì, e solo lì: una sorta di palcoscenico obbligato. «Più che un dedicare spazi si tratta di negarne», commenta Nicola Rampazzo, portavoce di Padova2020. «Una città vive anche di chi ne anima le vie con musica, canti e spettacoli. Le strade svuotate invece possono diventare pericolose: una città viva è una città più sicura». Batte sulle categorie più deboli invece Giuliano Altavilla del M5S: «Bisogna sì regolamentare la presenza degli artisti per le strade, ma questa sembra più una battaglia dei forti verso i più deboli. Un po' come è avvenuto per il provvedimento contro il Ramadam. Per la nuova giunta comunale questo significa trovare una soluzione alla sicurezza a Padova? Stiamo a vedere: se davvero la città diventerà più vivibile avrà avuto ragione. In caso contrario, si dovrà rimettere tutto in discussione». Cauto Umberto Zampieri del Pd: «Se l'iniziativa avrà lo scopo di valorizzare gli artisti ben venga: quando se ne discuterà il Pd sarà presente con le proprie proposte sul dove e come. Se invece si parla di limitazioni, sarebbero del tutto fuori luogo». Duro invece l'intervento del segretario provinciale del Pd, Massimo Bettin, anche sull'aspetto legato al sequestro delle elemosine: «Il sindaco ha deciso di condurre la sua battaglia "fuffa" contro il crimine e, totalmente incapace di creare la minima difficoltà ai delinquenti veri che continuano ad agire indisturbati, ha deciso di cominciare dai pericolosissimi artisti di strada e dal togliere dal cappello dei poveri cristi gli spiccioli dell'elemosina. Quanto ancora potrà andare avanti questo "roboante rumore di niente"? Questa aggressione mediatica dai risultati nulli sulla pelle degli ultimi? Mentre fa di Padova un deserto di sale prendendosela addirittura con i giovani artisti, su altri fronti compie scelte deliranti che faranno perdere in pochi anni decine di migliaia di posti di lavoro. Tra cinque anni, se va avanti così, chi resterà col cappello in mano saranno solo i padovani». Grazie agli artisti di strada, conclude Enrico Beda (Pd) «in Italia e in Europa ci sono città che hanno riempito le loro piazze di musica e colori. Non disturbano nessuno, anzi. Chi ha capito che rappresentano una vera e propria ricchezza culturale per la città, organizza grandi festival dove farli esibire. A Padova, invece, Bitonci va nel verso opposto, provando a mascherare la propria impotenza contro i veri delinquenti con qualche fumosa ordinanza che non ha nulla a che fare con la sicurezza». Annalisa Celeghin